Italia, penisola nel mar Mediterraneo

Personalmente non ho mai scritto sull’Italia e sull’essere italiani…forse oggi potrei anche provarci, vista la giornata..ritengo, in termini abbastanza schietti che uno Stato Italia non esista e che non possa davvero esistere. Oggi siamo tutti fieri, con le bandierine alla finestra, ed indignati per chi si proclama contro lo Stato…almeno cerchiamo di esserlo, ce lo hanno “comandato” e a noi italiani riesce benissimo seguire le indicazioni e gli ordini che vengono da entità considerate più in alto di noi…ci rendiamo conto di far parte di uno Stato perchè stiamo tutti collocati in una stessa unità geografica, una penisola che, per tutto il corso della sua storia con gli umani, è stata unita solo per brevi periodi e solo da conquistatori, giusto per facilità nell’amministrazione e sete di potere.

150 anni, di cosa? di uno Stato che prima di essere unito ha visto svariati moti interni di liberazione da invasori esterni; una volta unito, due guerre mondiali (entrambi, ufficialmente, anche la prima, perse), una dittatura fascista, una dominazione, che ancora prosegue, della chiesa cattolica, la quale ha addirittura allargato i suoi domini, anche quando, dopo Porta Pia, sembrava aver perso il suo potere sul popolo; uno sfasciamento della classe politica sotto i colpi dei loro stessi inganni e sotterfugi ed una democratica-dittatura con lo sfascio totale di tutto ciò per cui l’Italia è stata famosa nel mondo (non la mafia, magari; ma la cultura, l’ambiente, la gioia di vivere, la creatività).

Credo che oggi ci sia ben poco da festeggiare, più che altro ci sarebbe da riflettere, e parecchio. Come ho già scritto, non amo dare colpe, ma responsabilità e queste le abbiamo davvero tutti..

Il nostro degrado enorme della cultura è un classico esempio di come ci siamo piano piano affossati, lo abbiamo voluto, non dobbiamo dare la colpa a coloro che hanno tagliato i fondi alla cultura e all’ambiente,gli stessi che ci propinano ogni giorno pessimi spettacoli televisivi, film da cerebrolesi e tanto, ma tanto calcio. Tutto questo è voluto e noi siamo andati dietro a questi messaggi solo perchè era facile, immediato, senza fatica. Questo è stato il nostro più grande errore. Nessuno ci ha costretti a stare davanti alla tv o ad andare al cinema ad alimentare un mercato di ignoranti. Abbiamo abbandonato un paese ricco di tutto per cercare di fare gli occidentali consumisti, pensando che il consumismo fosse solo il consumare, senza contrastarlo con la nostra intelligenza, quella che nei secoli ci ha messo davanti a tutti i popoli del mondo e che ha illuminato le intelligenze di tutti i grandi pensatori della storia.

La soluzione sta esattamente nel luogo in cui siamo. Viviamo in un’area geografica fortunatissima. Immersa nel mare Mediterraneo, una penisola bagnata dal mare più bello e ricco del mondo, un sole che è esattamente nel mezzo tra l’africano e il nord europeo, creando quel clima meraviglioso che permette lo sviluppo di una enorme diversità di specie naturali, zona unica al mondo per la sua incredibile biodiversità. Il nostro clima ha influenzato la nostra cultura, la cultura che abbiamo creato nei secoli ha influenzato il nostro modo di vivere, esattamente fino alla nostra unificazione come Stato. Da quel momento ciò che più ha interessato le nostre coscienze sono state le nostre divisioni interne, tra coloro che si sentono nordici e celtici, quelli al centro, cosi maledettamente influenzati dal credo cattolico, e il sud, dominato da quasi tutti i popoli del Mediterraneo da quando l’uomo ha memoria e quindi eterogeneo per sua stessa derivazione.

Siamo seduti ed adagiati sul più grande patrimonio culturale del mondo e lo stiamo lasciando morire, consapevoli ma indignati. Se veramente volessimo cambiare le sorti del nostro paese, basterebbe sfruttare al massimo ciò che più abbiamo, appunto, l’ambiente naturale e la cultura. Creiamo servizi per i turisti, apriamo gratis i musei per gli italiani e spingiamoli attraverso la tv ed internet ad andare a conoscere le nostre meraviglie. Usiamo la tv per trasmettere film, concerti e teatro, supportiamo le compagnie teatrali e diamo loro spazi cosi che tutti possano esprimersi e si possa avere ogni tipo di rappresentazione, per arricchire ancora il nostro patrimonio. Puliamo le spiagge, curiamo i nostri boschi e le montagne, organizziamo le nostre città. Inutile sentirsi italiani e festeggiare l’Italia quando coloro che si sentono italiani nemmeno conoscono la propria storia, nemmeno sono mai andati a vedere il museo che hanno sotto casa. Facciamo conoscere il nostro ambiente naturale, cosi diverso ed incredibile; spingiamo le persone ad andare a camminare in natura, a vedere gli animali nel loro ambiente e non negli zoo. Basterebbe spostare i soldi che doniamo ogni anno alla chiesa, che investiamo nel nucleare invece che nelle energie rinnovabili, che sprechiamo nelle pubbliche amministrazioni per la lentezza della nostra burocrazia. I soldi che buttiamo per opere che non servono, per mantenere dei politici privilegiati invece che onerati dal loro lavoro. Diventiamo onesti e sviluppiamo il senso civico, quello si che ci farà sentire persone prima che italiani. Perchè non è l’appartenenza ad un’area geografica che ci rende cittadini di un certo stato, ma l’essere persone meritevoli, onorevoli, rispettose di sé, degli altri e di chi, diciamo, non essere appartenente alla nostra patria. L’Italia non è mai stata abitata dagli “italiani”, ma italiani sono diventati tutto coloro che hanno abitato, spesso da dominatori o da dominati, questa meravigliosa penisola.  Sta a noi, ognuno di noi, decidere come continuare la nostra storia, se da dominati o da uomini e donne veramente liberi, ricchi ed arricchiti dalla nostra storia, dalla nostra cultura e da ciò che creeremo da oggi in avanti. Abbiamo una incredibile ed irripetibile opportunità davanti a noi, adesso che finalmente ci siamo fermati un attimo a riflettere su chi siamo. Cerchiamo di non nasconderci ancora. Rendiamoci conto di come siamo arrivati qui e grazie a chi. Nel bene e nel male, come ognuno di noi considera questo dualismo. Personalmente ritengo che più che manca alla nostra nazione sia un forte senso di autodeterminazione, una libertà intellettuale che è, stranamente, ciò che ci ha permesso di creare le migliori opere della storia. La dominazione da forti personaggi e dalla chiesa cattolica ha ucciso le nostre intelligenze, perché siamo tanto creativi quanto proni ad esser caproni. Il bello è che siamo pronti ad essere tanto indignati, ma solo quello sappiamo fare, non sappiamo reagire veramente, seguire l’esempio dei nostri padri che hanno lottato fino alla morte per la vera libertà. Noi temiamo di perdere quelle poche briciole con cui ci facciamo sfamare. Il momento è adesso, già tra pochi giorni verremo nuovamente risucchiati da tutti i problemi mediatici che ci vomitano addosso ogni giorno e continueremo a camminare, senza nemmeno salutarci o passandoci l’acqua, nei nostri miseri sentieri, da noi stessi creati ad ogni passo che facciamo in questo meraviglioso ed unico luogo della Terra.

La consapevolezza è libertà, la libertà è forza, la forza è creazione, la creazione è cultura, la cultura è innovazione continua del pensiero e rinnovo giornaliero della Vita.

Buon cammino

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One thought on “Italia, penisola nel mar Mediterraneo

  1. Apprezzo e condivido in ampia misura le tue idee ispirate al concetto di naturosofia. Mi farebbe piacere capire meglio il tuo pensiero. Se vuoi puoi scrivermi all’indiurizzo e-mail che ti ho lasciato. Cordiali saluti
    Angela Pagani

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