Il nucleare in noi

nuclear-explosion-356108_640Sono andato a vedere la mostra “SenzAtomica”. Sono uscito con uno strano movimento al mio interno..un movimento emozionale che quando si parla di nucleare sempre mi prende… In tutta la mostra si cerca di far capire quanto distruttive siano queste armi, quanti sforzi siano stati fatti per cercare di metterle al bando, quante parole ed iniziative sono state prese per far riflettere le persone sul pericolo che ci mettiamo in casa perseguendo questa strada, oramai da 65 anni. 65 anni che è stata lanciata la prima bomba, la quale al confronto con quelle di adesso è “una bombetta”; tal bombetta è riuscita a fare più di 150.000 morti e a contaminare per anni l’ambiente e di conseguenza le persone. Una bombetta che è riuscita a colpire anche coloro che al tempo nemmeno erano nati, nemmeno erano stati pensati o concepiti. Nessuna arma è cosi letale da colpire anche le future generazioni. Potremmo quindi affermare che è l’arma perfetta. In fondo, la finalità dei conquistatori, è sempre stata quella di eliminare concorrenti e dissidenti anche nel tempo, eliminare le future generazioni per eliminare possibili nuovi dissidenti. Se gli eserciti antichi avessero avuto a disposizione la bomba atomica probabilmente noi non saremmo qui a parlarne. Dopo 65 anni siamo ancora fermi a ragionare sul potere distruttivo di queste armi, aspettando che i governi fermino questa continua escalation. Dal mio punto di vista non abbiamo fatto miglioramenti ma siamo decisamente peggiorati. Aspettiamo, convinti di non avere il potere di fare alcunchè, di essere troppo piccoli per contribuire al cambiamento che nei nostri cuori desideriamo. L’errore è sempre il solito, l’attesa, la sensazione di impotenza. Ma ci siamo mai chiesti quanto queste politiche rispecchino i nostri atteggiamenti di ogni giorno? Quante bombe atomiche scagliamo ogni giorno sui nostri fratelli e sorelle con i nostri modi di fare, di pensare, di esprimerci? Quanto temiamo la nostra incolumità e quanto sia alto il nostro desiderio di protezione? Come sempre, vediamo la protezione e la sicurezza non come data dai nostri atteggiamenti di apertura verso gli altri, ma come chiusura e necessità di essere più potenzialmente distruttivi dell’altro. Per essere al sicuro noi dobbiamo far sentire l’altro in inferiorità e trasmettere la paura di un nostro intervento. E’ davvero questa la nostra sicurezza? Ci sentiamo davvero più felici sapendo che gli altri hanno paura di noi? O questo è solo un trucco della nostra mente che da sempre ha la necessità di perseguire un piacere immediato, delle certezze a breve termine? Siamo davvero questo?

Gli ultimi avvenimenti in Giappone hanno messo in dubbio la necessità di avere energia tramite l’atomo e tante persone nel mondo stanno rivedendo le loro strategie dopo che la tragedia della centrale giapponese ha messo in luce ancora una volta quanto siamo deboli e quanto passiamo la nostra vita a curare gli effetti delle nostre azioni piuttosto che andare ad agire sulle cause stesse delle nostre azioni. Abbiamo davvero bisogno di tutto questo? La nostra vita è veramente migliorata? O è tutto ancora un’illusione data dal fatto che l’arco della vita di una persona è troppo breve perchè si possano vedere gli effetti su tutta l’umanità di ciò che ora stiamo facendo? Di nuovo, il piacere immediato e la sensazione di un’effimera sicurezza prende il sopravvento e smettiamo, in nome del nostro egoismo e delle nostre paure irrimediabii, di pensare, di mettere il dubbio, di esplorarci dal di dentro per capire il perchè siamo cosi, perchè agiamo non nel nome del rispetto e dell’apertura ma nel nome della chiusura e della strenue difesa del nostro piccolo orticello. La soluzione non sono i governi ma ogni singola persona. Non sono le campagne antinucleare e nemmeno, per quanto utili, le campagne di informazione e i referendum. Essi sono solo, ancora, un tampone messo su di una ferita che non smette di sgorgare sangue. Il nostro sangue, la nostra maledizione, il nostro essere umani visto dal lato peggiore, quanto ci schieriamo contro i nostri fratelli e sorelle umani. La nostra mente, cosi perfetta, cosi efficace, diventa il nostro nemico; ciò che ci porta a non considerarci come comunità umana, stessa specie che persegue gli stessi obbiettivi ovunque sulla Terra, ma identità distinte che lottano per la propria singola, egoistica sopravvivenza. Come se ciò che respiriamo non fosse la stessa aria, ciò che beviamo la stessa acqua. Chiedete a qualsiasi persona nel mondo cosa intende per sicurezza e avrete le stesse risposte: cibo, casa, lavoro, famiglia, affetti, divertimento, soldi. Ogni singola persona ricerca come può la propria felicità seguendo il proprio spirtio e l’esempio dato da color che hanno la possibilità di parlare alle masse, a nome di milioni di persone.

Il nucleare siamo noi. Abbiamo cosi tanta energie nelle nostre cellule che ogni persona potrebbe essere considerata a pari energia di migliaia di bombe atomiche. E’ energia e noi ne siamo i manipolatori. L’energia è neutrale, è materia grezza da modellare, da incanalare dove ognuno di noi decide. E’ scelta, è responsabilità. Non dobbiamo cercare tanto lontano la soluzione al nucleare, la soluzione siamo noi. Ogni singola persona ha potere sulle scelte mondiali, ogni persona trasmette energia che influenza l’andamento del mondo. Nessuno escluso. Ed è lì che dobbiamo andare. Da noi e da coloro che abbiamo la possibilità di incontrare, di poter scambiare le idee, i pensieri, le opinioni. Tutti, nessuno escluso.

Il nucleare sta nei nostri atteggiamenti, nelle nostre paure infondate dell’altro, del lontano, del “diverso”, dell’ignoto. Ma dato che questo mondo appartiene a tutti noi, come potremo avere sicurezza quando nella nostra casa non ci fidiamo dei nostri fratelli e sorelle? Ognuno di noi è lo specchio e la causa dell’andamento mondo. Ognuno di noi ha enormi responsabilità, le responsabilità di ogni suo singolo atteggiamento, di ogni singola parola, di ogni sguardo, di ogni pensiero. Ogni volta che per paura ci armiamo contro i nostri fratelli umani non stiamo facendo niente di diverso dagli stati che si procurano le armi atomiche. Inutile indignarsi e protestare quando ogni giorno scagliamo centinaia di bombe solo con i nostri atteggiamenti. Interroghiamoci sul nostro modo di vivere, chiediamoci chi e cosa influenza veramente la costruzione del nostro pensiero. Mettiamo il dubbio nelle nostre vite e scaviamo nei nostri pensieri, osservando dove essi vanno a finire. Seguiamo le nostre emozioni e vediamo per cosa esse ci riempiono. Nel bene e nel male. Liberiamoci dai gioghi della nostra mente e dall’impoverimento del nostro spirito, Leggiamo, ascoltiamo gli altri, scopriamo le loro ragioni ed i loro ideali; vedremo che essi non sono diversi dai nostri, per quanto possano essere espressi in modo diverso.

Noi siamo i creatori della nostra società, le nostre scelte indirizzano le nostre vite adesso e saranno le cause della nostra vita nel futuro. La nostra situazione è stata voluta da noi, non diamo colpe a persone lontane da noi, ognuno è responsabile, ognuno ha le potenzialità per cambiare strada, ognuno ha le facoltà di trasmettere una nuova energia a coloro che lo circondano, creando un movimento mondiale di rinnovamento del nostro stile di vita come famiglia umana. Basta iniziare, da noi stessi, ogni giorno, in ogni momento. Siamo stati troppo tempo a guardare sentendoci impotenti, adesso è il momento di agire, su di noi, per noi. Il mondo è pieno di meravigliosi esempi e di strade per la trasformazione, ma spesso restano belle parole senza che riusciamo a metterle davvero in pratica. Restiamo tutti affascinati dall’apertura che certe persone dimostrano ma non riusciamo a fare nostra questa strada. Perché? perché non viene da noi, perché non ci mettiamo in prima persona, perché non facciamo mai il primo passo, temendo che gli altri possano approfittare del nostro rinnovamento; pensiamo di esser visti come ingenui ed idealisti e che il mondo non si possa cambiare perché qualcuno decide per noi. Perché tanti ci dicono che non abbiamo potere. E’ falso e nel nostro cuore lo sappiamo. Lo sappiamo perché la nostra parte universale riconosce negli altri se stessa, riconosce nell’armonia il corretto modo di vivere, riconosce il nostro essere esseri universali e parte della stessa famiglia.

Il nucleare è solo un effetto, una manifestazione concreta dei nostri pensieri, delle nostre paure. L’effetto di un mondo piccolo, che si accontenta delle briciole senza puntare al banchetto. C’è una festa meravigliosa davanti a noi ma abbiamo paura di entrare. Se entrassimo scopriremmo che davvero gli altri sono come noi, che gli altri siamo noi. Fatto questo, il nucleare, come qualsiasi altra arma non avrebbe più ragione di esistere. Non ha senso eliminare qualcosa quando non riusciamo a cambiare le cause di quel qualcosa; esso si ripresenterà ancora più forte. Il processo del cambiamento è in atto, la nave è salpata..una volta che avremo deciso, ognuno di noi, di far parte di questa nuova umanità che parte da ogni singola persona, le armi, qualsiasi arma, non avrà più ragione di esistere.

Ogni giorno la soluzione ai problemi mondiali passa davanti a noi, vive con noi; ma spesso siamo cosi ciechi e incoerenti da non riuscire ad afferrarla.Muro_di_Lennon

Il nucleare sparirà quando spariranno le nostre paure e le nostre piccole effimere necessità; quando veramente ognuno di noi si sentirà parte di una grande famiglia umana e sarà libero di muoversi ovunque, di parlare con chiunque, di amare e rispettare ogni singola persona. E’ un cammino, come la Vita, sta a noi decidere dove andare.

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