Lasciare andare, affidarsi alla Vita

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Ognuno ha i propri nodi nella Vita, quelle situazioni, o persone, o fatti che si ripetono sistematicamente e che stimolano sempre lo stesso tipo di risposta e, quindi, lo stesso effetto conseguente, in una catena senza fine a cui ci sentiamo imprigionati e dalla quale non vediamo via d’uscita.
C’è chi continua a confrontarsi con una situazione lavorativa incerta ed insoddisfacente. Chi, nonostante i soldi che guadagna, continua ad avere le mani bucate e a non risolvere questo problema. C’è chi si ritrova sempre nelle stesse situazioni con gli amici o chi proprio non riesce, in famiglia, a creare un ambiente sano e gioioso. Queste ripetizioni, a cui ci sentiamo così legati e che riconosciamo spesso come irrisolvibili, si chiamano karma (azione ripetuta).
C’è chi continua a confrontarsi con il proprio karma sentimentale, attirando situazioni e persone sempre dello stesso tipo, e ad uscire dalle storie sempre con un senso di insoddisfazione e con un ego ferito, insicuro, rifiutato ed in cerca di vendetta. Queste persone, di solito, hanno tante compagne, ma mai nessuna di cui siano realmente sicuri fin dall’inizio. Forse hanno subito (o immaginato, vissuto personalmente) delle mancanze affettive dalla famiglia, o vissuto situazioni in cui la loro autostima è stata seriamente danneggiata proprio da chi loro amavano, spingendoli a costruirsi una corazza di conoscenze e teorie e a mostrare saggezza e fiducia, in realtà molto superficialmente.
Queste persone si ritrovano spesso imprigionate tra due modalità di stare insieme ad una persona diametralmente opposte, senza mai creare una vera gioia. Passano da rapporti di “dominanza” a rapporti di “inferiorità”. Mancando completamente di equilibrio nella loro gestione. O si esaltano, ponendosi in una situazione di “guida” per la compagna – cosa di cui però si stufano ben presto perché l’appoggio che la compagna richiede non permette lo sviluppo di un reale rapporto di coppia; o si sottomettono, non sentendosi all’altezza del rapporto che vivono, trasformandosi in qualcuno che non li rappresenta per soddisfare le aspettative della compagna, arrivando così a generare profonda sfiducia in sé stessi e tanta sofferenza.
Molto spesso accade che tali persone arrivino alla fine delle storie sempre con un ego enorme da soddisfare, mostrando una faccia diversa da quella a cui avevano abituato la propria compagna e creando situazioni dolorose. Finiscono o con l’arroganza del “dominante” o con il vittimismo e la vendetta del “sottomesso”. In ogni caso, si crea solo sofferenza e si ricomincia la stessa giostra.
Queste persone, nei rapporti sentimentali, non mostrano mai chi siano loro in realtà, forse perché ne hanno paura, forse perché loro stessi non sanno chi possono essere, forse perché sentono il bisogno di proteggere la loro interiorità per non soffrire più.
Tali rapporti possono andare avanti per anni, 10, 20 e forse più, arrivando ad una tale abitudine di essi da non vedere quasi più una via d’uscita reale verso una gioia concreta nello stare insieme.

Si può arrivare ad un certo punto in cui non si crede quasi più ad un nuovo rapporto, per la paura di ripetere gli stessi errori, le stesse modalità. Le stesse sofferenze. Si sentono le catene del karma come impossibili da sciogliere, non si crede più all’amore, non si crede più a noi stessi.
Ma rimane qualcosa dentro, una lieve luce nell’oscurità, una speranza di costruire qualcosa di completamente diverso, iniziando da noi stessi, iniziando dall’accettazione totale di queste emozioni e dall’amore per l’oscurità come parte integrante della Vita.
Consapevolmente lasciamo che queste emozioni ci riempiano completamente e ci rivelino le cause interne su cui lavorare.
E lì rinasce qualcosa, un nuovo pensiero, una nuova emozione. Ci si stacca dal bisogno dell’amore altrui, dalla ricerca del riconoscimento. L’arroganza della “guida” e l’annullamento e la collera del “sottomesso” non hanno più ragione di esistere.
Riconosciamo in noi la presenza di qualcosa di meraviglioso, semplicemente per il fatto di esserci.
Inizia una presa di consapevolezza profonda ed indipendente, inizia un percorso di riconoscimento del proprio valore intrinseco come essere umano. Di solito, ad una profonda decisione, la Vita risponde dandoci i mezzi con cui perseguire il nostro scopo. Appaiono persone che ci consegnano mezzi e messaggi verso un nuovo modo di affrontare le proprie sofferenze a livello individuale e responsabile.
L’accettazione della propria Luce e della propria Oscurità apre alla visione dell’Universo come di un grande disegno armonioso, come un Tutto nell’Uno e l’Uno nel Tutto.

Nessuna differenza tra noi e l’ambiente, tutto è perfetto così com’è.
Tutto fa parte di un cammino che corrisponde a quello Universale, orientato all’armonia e allo sviluppo naturale di ogni tipo di essere vivente, animato e inanimato.
La naturale tendenza all’armonia (ciò che poi chiamiamo “felicità”) che ogni essere ha in sé, presa come guida della propria Vita, apre scenari inaspettati e ci pone davanti, senza maschere, alla nostra reale essenza, come esseri Universali e come esseri umani.
Percorrere un cammino di consapevolezza permette la trasformazione dei nostri pensieri negativi ricorrenti e la presenza nell’attimo vivente, lasciando il passato al ricordo e il futuro all’Universo.
L’aspettativa svanisce, la paura si trasforma in speranza attiva e positiva.

Capita quindi che, mentre consapevolmente siamo nel pieno dell’attimo della Vita, un incontro di sguardi possa tramutarsi nella profonda emozione di un riconoscimento.
Illuminando le nostre emozioni alla Luce dell’armonia, il cuore riconosce l‘essenza di un altro cuore, libero, per un attimo, dai soliti sentieri dell’ego e dalle catene del karma.
Si può sentire la forza di un legame profondo, primordiale, già sperimentato e coltivato in vite precedenti. Si può arrivare, in un attimo, a capire di aver ritrovato una persona che già in passato aveva camminato con noi nella Vita.

Per un essere umano, l’amore o il desiderio concreto di esso, può diventare uno stimolo potentissimo a trasformare la Vita, ad andare a fondo e prendere atto intimamente di tutto ciò che in passato aveva creato infelicità e aveva fatto del male a noi e ad altre persone.
Ci sono persone che stimolano, semplicemente con la loro presenza, gli altri ad essere persone migliori, a credere nuovamente nell’amore e nel donarsi consapevolmente ad esso.

Tutto avviene per un motivo ed ogni persona ha un ruolo ben preciso nella nostra Vita, solo che non sappiamo qual è.
Gli incontri durano finché la missione di queste due persone insieme non sia stata portata a compimento. Allenarsi a vedere la Vita in un’ottica più ampia, sentendo ogni persona come un contribuente al nostro personale cammino di miglioramento e armonia, ci rende liberi dall’aspettativa e dalla paura. Amiamo nel momento, perché è la cosa giusta da fare, senza pensare al futuro, oppure pensandoci ma senza attaccarci ossessivamente ad esso.

Noi possiamo decidere di trasformare la nostra Vita in un attimo.
Basta un attimo per porre le cause fondamentali per sciogliere finalmente le catene che, ad un certo punto, non sembrano più così pesanti.

Una volta deciso, l’Universo ci porrà davanti tutto ciò di cui abbiamo bisogno per portare a termine la nostra missione. Spesso sono prove difficili, che ci metteranno alla prova e ci colpiranno proprio dove ci farà più male. Sappiamo che accadrà, lo abbiamo deciso. E sappiamo che la trasformazione avviene nella lotta consapevole e luminosa contro la propria oscurità.

Una distanza fisica può diventare insormontabile, una passione può trasformarsi un in ossessione se non riconosciamo la Vita all’opera in seguito alla nostra decisione.
Noi attraiamo ogni cosa che avviene nella nostra Vita. Ogni avvenimento è una lezione, ogni sofferenza una pulizia.

Escono quindi tutte quelle situazioni che sappiamo dover trasformare, agendo però da dentro. Le riconosciamo, sono sempre le solite, con le loro accattivanti e subdole modalità, con le emozioni che ci suscitano, belle e meno belle. Ci stimolano alla solita risposta, sapendo che otterremo lo stesso risultato.
Sono sicurezze e, per quanto infelici, noi ne abbiamo bisogno. Abbiamo quasi più paura a staccarci da esse piuttosto che ad affrontarle e “rischiare” di vivere poi in un positivo ignoto che potrebbe portarci ciò che desideriamo veramente.
Esce quindi l’insicurezza del proprio valore, il senso del rifiuto, dell’indifferenza, il pensiero del menefreghismo, l’attaccamento, il possesso, il giudizio superficiale.
Ma, continuando ad allenarci, escono anche tanto amore, il riconoscimento del legame, il desiderio che anche gli altri percorrano liberamente il loro cammino, accettando senza giudizio tutti i loro consapevoli passi.
In un turbinio di emozioni, nella “lotta” tra il vecchio che non vuol morire e il nuovo che vuole uscire, passi da vedere la Vita da “fuori da te” a “dentro di te”, oscilli tra l’amore e l’odio, passi dalla libertà al possesso, dall’accettazione al giudizio.
Fondamentale, in questi casi, è portare tutte le emozioni, belle o meno belle, davanti all’Universo.
Illuminare, così come siamo, le sofferenze alla Luce della Vita Universale. Tutto ha un motivo di esistere, tutto serve.
Il nostro cammino, se basato su tecniche meditative, di esercizio fisico ed intellettuale, di respiro e di introspezione, permette di prendere un contatto tale con la propria Vita da riconoscere ed amare ogni nostra particella, vedere ogni aspetto positivo e negativo della nostra persona come parte di noi, come un contribuente fondamentale alla nostra crescita. Tutto può e deve essere usato. Non esistono emozioni sbagliate. Ogni cosa che proviamo è lo specchio della nostra interiorità e può essere usato per sviluppare sempre più la nostra persona, la nostra identità e migliorare la nostra personalità.

Si intraprende una vera e propria lotta con noi stessi.

Ci sono giorni in cui dobbiamo forzarci di non chiedere riconoscimenti esterni. Giorni in cui dalla mattina alla sera sentiamo solo l’amore per la Vita. Giorni in cui sogniamo il futuro.
Consapevolmente crediamo a ciò che sentiamo nel nostro cuore, staccati dalle aspettative e dalla conoscenza di ciò che gli altri faranno. Crediamo in noi, nel nostro amore per la Vita (o per una persona), e questo ci basta.
Ovviamente siamo umani, anche quando ci vogliamo migliorare. E qui mi torna in mente una frase bellissima di Nichiren Daishonin: “Il significato dell’apparizione del Buddha Shakyamuni sta nel suo comportamento da essere umano”.
Il che significa che tutte le emozioni che viviamo, belle e meno belle, il cuore e l’ego, la Luce e l’Oscurità, fanno parte indissolubile del nostro essere esseri umani e vanno accettate ed amate.

Sappiamo a cosa ci porterebbe il dare libero sfogo all’ego, all’insicurezza, al giudizio superficiale. Mostreremmo un “io” debole, piccolo, un ego spropositato ma limitato, tutto ego e niente cuore. E scateneremmo la stessa reazione esterna, arrivando a perdere qualcuno di importante un’altra volta.
E’ la nostra tendenza fondamentale, la conosciamo bene.

Ma se vogliamo sentire l’amore, o un principio di esso, allora dobbiamo sviluppare il cuore.
Vedere la Vita in un’ottica più ampia, sentendo gli altri come uno specchio di noi stessi, una funzione protettiva della Vita, come un indirizzo su dove andare, come lo stimolo per sviluppare ancora la nostra profondità.
Ci mettiamo in gioco, alla prova.
Magicamente riusciamo a trasportare queste energie, che in passato usavamo per alimentare la negatività, su tutti gli altri aspetti della Vita. Vogliamo, per una volta, riconoscere il nostro valore a prescindere dalla presenza/assenza di qualcuno nella nostra Vita.

E’ difficile perché impone un cambio radicale nella visione della Vita a cui siamo abituati.

Ma lavoriamo meglio, di più e con notevoli successi.
Incoraggiamo tante persone nel loro cammino attraverso la condivisione.
Conosciamo persone nuove e ritroviamo persone “vecchie”, le persone giuste nel nostro cammino.
Iniziamo magari un nuovo progetto che per paura tenevamo rinchiuso in un cassetto.
Vediamo chi siamo concretamente, ciò che possiamo donare e ricevere, quale sia la nostra missione in questa Vita. E la accettiamo.

Ogni giorno 1-2 ore di meditazione per sviluppare il cuore, eterno e sicuro, affinché il suo potere possa diminuire quello dell’ego, materialista ed insicuro.
Arriviamo alla consapevolezza che l’Universo ci proteggerà, perché noi stiamo lavorando per vivere nell’armonia Universale. Affidandoci all’armonia, sappiamo che tutto ciò che accadrà sarà un beneficio. Un chiaro segnale dalla Vita sulla strada da seguire, su ciò che dovrà restare e ciò che dovremo lasciare andare.

Per una volta nella Vita, vogliamo ad arrivare a far sentire agli altri la sincerità del nostro affetto, il desiderio di donare amore e di condividere le nostre Vite.
Vogliamo che, attraverso i nostri atteggiamenti, si veda il nostro cammino, e che abbiamo usato questo tempo per diventare migliori, per vincere sui nostri lati negativi. Vogliamo far sentire il cuore e non l’ego.

Capita quindi che, nel momento cruciale, le cose vadano in maniera del tutto inaspettata e che noi riusciamo a mostrare chi siamo veramente, la nostra essenza a chi ci ha regalato questo stimolo profondo.

Per una volta sentiamo di voler ascoltare senza giudizio, vogliamo capire profondamente ciò che gli altri stanno vivendo. Proviamo una compassione sincera. Sentiamo la sofferenza altrui come parte della nostra.
Il dialogo è quindi onesto e ricco di emozioni profonde.
Restiamo sorpresi, da noi stessi e dagli altri, dalle nostre e loro parole, dalle emozioni, dalle lacrime, dalla determinazione di andare a fondo, dalla reale tristezza nel decidere di separarsi, nonostante tutto.

Un dialogo così, senza aspettative, staccato dal bisogno di “ottenere” ciò che desideriamo, ma vedendo l’opportunità e la bellezza di ciò che invece la Vita ci dà, accresce in amore, fiducia, rispetto e gratitudine un legame ricco di valore.
La gratitudine arriva fino al dolore provato.
Viviamo una situazione nuova, ignota, ma che ci riempie di Vita.
Sentiamo che il cuore è stato allenato e avvertiamo il silenzio, sconfitto, dell’ego.

Bisogna andare fino in fondo al nostro desiderio, parlando onestamente e apertamente di ciò che vorremmo per noi e per gli altri. Senza paura, nonostante sappiamo che non si realizzerà come volevamo.

Fatto questo, sappiamo di aver superato la prova, di aver trasformato un aspetto di noi che ci aveva causato sofferenza.
Accettiamo con positività le decisioni degli altri di essere soli nel loro cammino, di affrontare le proprie sofferenze e migliorare la propria Vita, anche se questo comporta il rischio di perdere qualcuno completamente.

Capiamo, nel nostro cuore che questa, adesso, è la cosa giusta da fare.

Ognuno ha le proprie catene karmiche e il rispetto per la decisione di voler ordinare e dare il giusto posto a tutto ciò che qualcuno sente uscire da sé, va oltre il desiderio, spesso egoistico, di voler stare con loro.
Per noi, inizia un altro periodo per consolidare questa trasformazione, per continuare in questo cammino di profondo amore per le nostra Vita.

Soffriamo per questa perdita, e per un po’ continueremo a soffrire. Siamo umani e dare ai sentimenti che proviamo per una persona l’opportunità di mostrarsi nella Vita concreta è cosa bella e normale.
Ma la Vita non ci abbandona mai. Percorrere un cammino comporta protezione dall’Universo. Ciò che ci viene “tolto” o “non-dato” è in realtà una nuova opportunità di crescita per giungere poi a ciò che desideriamo veramente. Dobbiamo allenare la pazienza, imparare ad ascoltare e vedere i segnali della Vita. Il nuovo va consolidato internamente prima di vederlo all’opera nella Vita quotidiana.
Questa “perdita” diventa quindi l’opportunità di saper “lasciare andare”, di amare senza aspettarsi niente in cambio, di supportare a distanza la Vita di una persona, diventa la magnifica opportunità di affidarsi al disegno universale indirizzato sempre verso l’armonia e la felicità.
Diventa un’offerta che facciamo alla Vita. Doniamo l’amore “perso” per una persona all’intero Universo, lo rendiamo vivo, lo mandiamo dove ce n’è bisogno e lasciamo andare, con amore per la sua Vita, chi decide di allontanarsi da noi. Sappiamo che la nostra energia benefica arriverà comunque, se noi vogliamo mandarla a qualcuno.

Sappiamo di aver riconosciuto l’essenza di una persona, il suo cuore, di aver visto la meraviglia che lei porta con sé.
E se il nostro ruolo nella sua Vita sarà stato di averla stimolata ad intraprendere un percorso di consapevolezza personale, di aver aperto un po’ la sua Vita, di averle fatto sentire che c’è qualcuno che può provare un amore profondo per lei e che lei può donare tanto amore e tanta gioia a qualcuno, allora siamo e saremo felici perché il nostro legame resterà vivo e ricco di amore, rispetto e gratitudine, anche se a distanza.

Per una volta nella Vita capiamo che i legami profondi sono più importanti dell’”avere” una persona. La teniamo in noi in modo naturale, mandandole energie per supportarla nel suo cammino.

Questa era la lezione: impara a lasciare andare con amore, ne hai bisogno prima di vivere concretamente ciò che desideri.

La cosa più importante è di aver vinto su di noi. Di aver fatto vedere la purezza del cuore e del nostro sentimento, di essere riusciti a non rovinare un rapporto così bello solo per l’insicurezza dell’ego.
Di aver fatto e dato tutto, anche oltre le nostre possibilità, per vivere un amore.
Di aver allenato la nostra vera essenza per donare amore e libertà a chi abbiamo incontrato nel nostro cammino.
Abbiamo capito che ognuno ha un ruolo e che l’amore spinge gli uomini alle più alte imprese.
Abbiamo capito che l’armonia dell’Universo può essere integrata nella nostra Vita e che tutto è veramente un beneficio.

Nessuno è lontano, niente ci viene negato se non da noi stessi.

Posso solo provare gratitudine, tutto il resto verrà.

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