Meditate, gente, meditate

meditazione

La meditazione è una pratica, uno stile di Vita basato sull’introspezione, la riflessione, il silenzio, la contemplazione. Le persone che si avvicinano alla meditazione sono di solito alla ricerca di qualcosa di nuovo, di un nuovo approccio alla Vita, di qualcosa che li ponga in intima relazione con loro stesse. Giungere all’applicazione di pratiche meditative è di solito preceduto, per l’uomo occidentale, da una messa in discussione di ciò che fino a questo momento ha chiamato “Vita”. Ci rendiamo conto che gli strumenti che finora abbiamo usato per cercare e costruire la nostra felicità non sono più sufficienti, che “manca qualcosa”, che c’è qualcosa in più da scoprire.

La meditazione, per l’uomo occidentale, è una pratica talmente lontana nel tempo e nello spazio da risultare spesso incomprensibile. In effetti molte persone, nonostante il sincero desiderio di conoscere questa pratica per migliorare la propria vita, incontrano notevoli difficoltà, tanto da scoraggiare la maggior parte di loro. Pochi infatti sono coloro che riescono a proseguire nel tempo e ad ottenere i migliori benefici.
La meditazione, dalla mia esperienza, non si basa tanto sul tipo di pratica scelta, ma più sull’atteggiamento che abbiamo nei confronti di essa e dell’Universo tutto. Meditiamo per scoprire, scegliamo il mezzo più vicino a noi, più in armonia con noi stessi. Per questo non esistono differenze, non ci sono pratiche migliori o peggiori. Ognuno sceglie quella “giusta” per sé stesso, quella che più si accorda al proprio cuore, alla propria Vita. Vista così, il giudizio, la discriminazione non hanno ragione di esistere.
La meditazione viene effettuata tramite varie modalità: può essere silenziosa, cercando di cogliere l’armonia fondamentale dentro di noi, “spegnendo” la mente e la confusione dei suoi pensieri. Ci ascoltiamo dal di dentro. Creiamo il silenzio, il vuoto in noi per fare uscire e ascoltare le voci che abbiamo dentro, la nostra reale essenza, così sottile e lieve da non poter essere ascoltata nel caos della Vita di ogni giorno.
Oppure la meditazione può essere “dinamica”: agisco sul fisico stimolando la sua “apertura” nei confronti dell’intera Vita Universale.
Oppure può essere portata avanti tramite dei mantra, parole o intere frasi che vengono ripetute in modo da produrre vibrazioni e musica, al fine di “accordarsi” al ritmo fondamentale dell’Universo e alla sua intrinseca armonia.
Oppure una personale combinazione di esse, una pratica personale estratta ed adattata a noi stessi.
La meditazione può essere quel momento magico in cui ci fermiamo a contemplare un fiore, quel momento di pace e silenzio in cui, osservando un tramonto ne cogliamo la sua incredibile bellezza, delicatezza e forza.

Meditare non è riflettere in modo ossessivo. Non è affrontare un problema tramite il solo ragionamento. Meditare è attivare e attingere ad un’altra riserva di energia e di saggezza, oltre la pura razionalità. Meditare è ridare alla Vita quel suo senso mistico, inspiegabile, rendere al mistero della Vita il posto che gli spetta. Meditare è celebrare la meraviglia della Vita facendola entrare in noi attraverso altri canali della cui esistenza ci siamo dimenticati.

Non è un caso che questa pratica e stile di Vita abbia preso così tanto piede nella società occidentale negli ultimi 30 anni. L’uomo moderno, ricco, puramente guidato dalla ragione, materialista e sfruttatore, ha costruito una precaria sicurezza escludendo tutto ciò che con la ragione non poteva spiegare, eliminando il mistero, il dubbio, ogni elemento “soprannaturale”. Tutto, nella nostra società deve essere dimostrabile, razionale, misurabile. Ciò che non rientra in queste categorie è stato semplicemente escluso, perché non poteva essere capito. E ciò che non può essere capito e controllato fa molta paura all’uomo occidentale. Lo vediamo anche nel suo rapporto con la “Natura”. L’uomo occidentale accetta solo quelle specie animali e vegetali che può controllare, di cui può disporre, necessarie per il suo sostentamento e per lo sfruttamento economico. Tutto ciò che non è controllabile e/o razionalmente spiegabile, insieme a tutto ciò che non produce un beneficio immediato, viene semplicemente scartato, generando presunzione, rigidità di pensiero, chiusura verso il nuovo e il diverso.

La chiusura dell’uomo occidentale ai misteri inspiegabili della Vita è un grave limite per la sua evoluzione spirituale.

Il “boom” che le discipline orientali stanno avendo nella nostra società, proviene prima di tutto dal riconoscimento che sempre più persone hanno del fatto che la Vita va oltre la ragione e che solo aprendosi e affidandosi all’armonia universale potranno costruire una reale felicità. I sistemi di pensiero e religiosi che finora ci hanno guidato e caratterizzato si sono dimostrati semplicemente inefficaci, incompleti per permettere agli esseri umani di essere realmente felici. Hanno inscatolato l’uomo in un sistema materialistico e produttivo, allontanandolo dalla sua reale essenza di essere Universale, meraviglioso, infinito, fratello e sorella di tutti gli esseri viventi.

La meditazione ci porta (o ri-porta) a scoprire, a ri-scoprirci, ad amarci.

Non è facile, ovviamente, specialmente all’inizio e specialmente se la facciamo da soli. In fondo “non accade nulla”. Entrare in contatto con noi stessi, nella nostra più profonda intimità ha bisogno di tempo e di allenamento, per imparare a lasciarsi andare, a vincere la resistenza dell’autocontrollo e lasciare che le cose accadano senza volerle controllare.

Non c’è bisogno di credere alla meditazione, perché non è una filosofia né una religione, bensì un modo di vivere la vita, completamente spontaneo e privo di concetti o idee.
La meditazione, semmai, stimola proprio il sorgere di nuovi concetti, perché nascono proprio dalla contemplazione interiore, e sono veri proprio perché spontanei e prodotti dall’interno, invece che assorbiti dall’esterno come di solito accade in ogni sistema spirituale e religioso. L’uomo impara la bontà, la tolleranza, la compassione, l’altruismo non perché gli vengono insegnati, ma perché li contatta nel centro del suo essere.
Meditare quindi significa ritornare in contatto con il proprio essere, con quella parte interiore che è stata schiacciata dalla ragione e dalla logica del pensiero razionale.
In parole più semplici, meditare vuol dire riappropriarsi di quella umanità che il bambino ha perduto come prezzo per potersi inserire nella società degli adulti.

Per l’uomo occidentale meditare è davvero un grande impegno e solo con una forte determinazione sarà possibile avere successo.

Come per tutte le cose, bisogna iniziare “piano piano”.
L’Universo non ha fretta, e se ci vogliamo accordare alla sua armonia, non dobbiamo averla nemmeno noi.
Possiamo documentarci, studiare i benefici che provengono dalla meditazione, ma saranno, per quanto utili, sempre impressioni di altri, della loro esperienza.
Noi dobbiamo farci la nostra.

Basta anche un po’ di silenzio e di solitudine ogni giorno per iniziare a scoprire i benefici che questa pratica porta nella nostra Vita.

Con un po’ di costanza, impegno e studio ci accorgeremo che i benefici di questa pratica sono immensi, gratuiti e infiniti, come l’Universo, come la nostra reale essenza.
Questi benefici vanno oltre e sono molto più importanti del materialismo della nostra società. Piano piano ci accorgiamo che i veri benefici, la vera felicità proviene dal nostro miglioramento e dalla responsabilità personale di creare sane e felici interazioni con gli altri.

Meditare è cercare l’armonia, è riconoscersi, ritrovare chi siamo, ritrovare gli altri in noi, contemplare e celebrare la Vita in ogni suo aspetto, momento, situazione.

Perché la Vita è armonia

L’armonia è felicità

La Vita è felicità

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