Noi, gli altri – una stessa entità

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È notizia di oggi la pubblicazione di alcuni nomi e cognomi (alla faccia della privacy) di alcune persone (tra le centinaia) che hanno espresso infelici e terribili commenti sulla tragedia del Canale di Sicilia.

Riporto qui l’articolo del blog che, a mio avviso, scatenerà solo una caccia al “nemico” esterno (vedi mio post di ieri “i veri nemici”), cosicché tanta gente potrà sentirsi “migliore” andando ad offendere pesantemente queste persone.

https://amanwithoutacountry.wordpress.com/2015/04/20/nomi-e-cognomi/#comment-26

Poi vi invito ad andare a leggere i commenti che si stanno scatenando sulle pagine FB dei 3 che sono stati “identificati”.

https://www.facebook.com/mariaeleonora.bragagnolo (ad esempio)

Cosa c’è di diverso dal commentare una tragedia nel modo in cui hanno fatto questi e i commenti di odio e disprezzo che si stanno scatenando sulle loro pagine FB e account Twitter?

Abbiamo così tanto bisogno di trovare qualcuno peggiore di noi per sentirci migliori? Dobbiamo continuare ad essere sempre in competizione gli uni con gli altri?

Voglio dire, non sappiamo niente di queste persone eppure ci arroghiamo il diritto di offenderli pesantemente perché, in questo contesto non hanno reagito come noi, perché così possiamo sentirci la coscienza pulita, perché abbiamo sempre il bisogno di trovare il capro espiatorio, quando invece faremmo bene a guardarci allo specchio con sincerità, capendo che, in fondo, non siamo poi tanto diversi da loro.

Magari lo saremo in relazione a questa faccenda – per quanto i confronti tra le persone non vadano mai fatti – ma probabilmente rispetto a tante altre cose ci comportiamo in maniera decisamente peggiore.4294686346_6fa27edc00_o

Ulteriormente, dare sfogo pubblico alla propria violenza verso queste persone non farà altro che pubblicizzare questi atteggiamenti, facendo si che niente cambierà.

Magari voi che vi fate tanto belli perché non avete commentato “con gioia” la morte di quasi 900 persone, siete coloro che hanno gioito per la statuetta in faccia a Berlusconi, oppure quando hanno ucciso Bin Laden, e magari niente avete detto/fatto per le altre tragedie dei migranti avvenute in passato.

Lasciate che ve lo ripeta ancora una volta: non siete migliori di loro!

Essi rappresentano solo l’altra faccia di voi stessi e questa violenza che scatenate verso di loro ce l’avete già dentro – stava solo aspettando l’occasione per uscire, e voi avete dato sfogo ad essa, vi siete fatti dominare dalla violenza, esattamente come hanno fatto loro. Avete perso una grande occasione per conoscervi. In realtà dovreste ringraziare queste persone, perché vi hanno messo di fronte ad un grande limite che avete nella vostra Vita.

È molto importante vedere di avere questa violenza dentro di noi, e soprattutto cosa scatena la sua fuoriuscita.

Se imparassimo a considerare gli altri come il nostro specchio, l’altra faccia della stessa medaglia, i migliori amici che abbiamo per imparare a conoscere noi stessi nel profondo, non avremmo affatto bisogno di accanirci così verso di loro solo perché esprimono un giudizio diverso dal nostro riguardo un certo avvenimento.

Se diamo sfogo alla nostra violenza non faremo altro che incrementarla, senza imparare niente da essa.

Il che non vuol dire che dobbiamo reprimerla – tutt’altro, dobbiamo accoglierla e lasciare che essa ci parli nel profondo di noi stessi. Una volta accettata, essa si dissiperà, andando a trasformarsi in qualcos’altro, magari in qualcosa di costruttivo perché avremo fatto un passo in avanti nella conoscenza di noi stessi.

Non è facile, anzi è parecchio difficile. Ma la conoscenza della nostra intima Vita non è un percorso facile – richiede impegno, volontà e passione

Vuol dire fermarsi, lasciare che essa ci riempia e ci spieghi, attraverso un linguaggio diverso da quello a cui siamo abituati.

Tutto_mi_parla_2Tutto, nella Vita, ci parla di noi stessi; tutto, ma proprio tutto ciò che vediamo, ciò che diciamo, le persone con le quali entriamo in relazione, tutto ciò che pensiamo e diciamo può essere usato per conoscerci e migliorare, dal profondo, la nostra Vita e quindi quella degli altri.

È un lavoro difficile ed impegnativo e non tutti sono disposti a farlo.

Ma fino a quando non ci fermeremo un attimo per comprendere che noi e gli altri siamo veramente la stessa entità, non potremo sperare in un reale cambiamento della società.

Il vero cambiamento parte da noi stessi – per questo è inutile e controproducente accanirsi contro chi non vede il mondo come noi.

Parti da te e arriva all’Universo – altra via non esiste per non ripetere i soliti giri di giostra che oramai tanto bene conosciamo.

Buon cammino

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