Olistico & Convenzionale

holistic medicine

L’altro giorno ho avuto una spiacevole discussione con alcuni ultra-razionalisti-talebani della medicina “convenzionale” sull’utilizzo e l’efficacia dell’Omeopatia e dei trattamenti olistici in generale.

Da parte mia c’era la difesa delle “terapie alternative”, basandomi sul principio dell’autodeterminazione nella libera scelta che ogni persona ha (o dovrebbe avere) delle cure a cui sottoporsi, così come siamo liberi di amare chi vogliamo, andare dove vogliamo, scegliere cosa fare delle nostra vita. Dall’altra, un rifiuto a priori della stessa basandosi sul fatto che essa non è riconosciuta dalla comunità scientifica convenzionale. Considerando che tale discussione è avvenuta su una pagina che difende i diritti delle coppie omosessuali, avendo come caposaldo la difesa della libera scelta dell’amore, mi sono meravigliato che essi potessero scagliarsi con tanta veemenza e cattiveria contro chi decide liberamente di seguire un percorso di cura che preveda ANCHE l’utilizzo di medinali omeopatici.

Io credo che una persona che abbia voglia sincera di informarsi sui benefici potenziali che le cure olistiche possono apportare, possa trovare, in rete o in biblioteca, tutte le informazioni da cui poter effettuare una libera scelta di cura.

Voglio dire, curarsi non è un po’ come amarsi? Curare vuol dire “prendersi cura” (o anche attendere a, provvedere a) e non ha lo stesso significato di “guarire” (che viene da revalesco = tornare sani).

È il paziente/cliente che guarisce mentre è il medico che cura. Noi siamo abituati ad affidarci all’esterno di noi quando abbiamo bisogno di una mano.

Per guarire da uno stato di malattia ci dobbiamo curare e per curarci ci rivolgiamo a chi sa (o dovrebbe sapere) il metodo migliore per affrontare il nostro male. Ma restiamo sempre noi, i pazienti/clienti, a dover guarire. Dobbiamo quindi combinare un qualcosa di esterno (la cura) con la nostra personale attitudine, storia, individualità, condizioni, famiglia, abitudini ecc.

Lo stato di salute è un processo dinamico ed estremamente personale che dipende dall’interazione tra i farmaci che prendiamo con la nostra personalissima unicità.

Convenzionale vs Olistica?dollari-e-medicina-big-pharma-case-farmaceutiche

Senza addentrarci troppo nei particolari, possiamo affermare che, a seguito della sua enorme evoluzione, la medicina convenzionale occidentale considera tutti i pazienti allo stesso modo. Per ogni tipo di male ha il farmaco appropriato e ritiene, per doveri statistici, che ogni fisico reagisca allo stesso modo allo stesso farmaco. Nonostante tutti i successi sbandierati della medicina moderna, essa altro non fa che spegnere i sintomi di uno stato di malattia, stimolando artificialmente il corpo a reagire, nascondendo le cause degli stessi. È risaputo che la medicina convenzionale tende a trasformarci TUTTI in ammalati cronici, i quali passano da uno stato di malattia ad un altro, senza potersi mai liberare completamente delle medicine occidentali.

Uno guarigione apparente che non tiene conto delle cause che hanno scatenato un malessere e che si concentra solo su ciò che appare all’esterno – il sintomo. Con questo non voglio dire che non si debba usare la medicina convenzionale, tutt’altro. È utile in casi di necessità ma non stimola la persona ad una ricerca in profondità. Agendo sul sintomo della malattia e non sulla causa non incoraggia il paziente/cliente ad una introspezione personale, che vada a trasformare alla radice le cause della malattia, cosicché essa non si ripresenti.

Perché comunque, nonostante tutti i progressi e la vittoria su tante malattie, la società di oggi non è più sana di quella di ieri. Abbiamo sconfitto tante malattie ma tante altre sono incrementate come non mai (depressioni, malattie cardiovascolari, tumori, malattie cerebrovascolari, malattie croniche dell’apparato respiratorio, malattie degenerative, malattie renali, AIDS, infezioni – fonte: http://www.tantasalute.it/articolo/le-10-maggiori-cause-di-morte/40591/).

Quindi passi avanti sicuri, ma ancora tanta strada da fare.

Holistic-La medicina olistica, in cui rientra anche l’omeopatia, non mira a spegnere il sintomo, ma a trasformare le condizioni che hanno permesso lo sviluppo della malattia, considerando gli aspetto fisici, emozionali e spirituali del paziente e quelli che hanno causato l’insorgere della malattia. L’essere umano è visto come un sistema complesso, separato e non dagli altri e dalle sue intime componenti. Solo considerando tutti gli aspetti che FANNO un essere umano è quindi possibile trasformare lo stato di malattia in benessere. Perché sia la malattia che il benessere sono visti come stati di equilibrio dinamico a cui la VITA tende sempre.

Il sintomo, quindi, non è più il nemico da sconfiggere ma l’amico che ci avverte dove c’è qualcosa che non va. Il sintomo è l’ultima manifestazione di un disagio/malessere nato molto prima nella profondità della Vita a causa della nostra storia, delle nostre abitudini, delle nostre cronicità, del nostro modo di pensare, di agire, di mangiare ecc. Lo stato di malattia viene riportato all’Individuo perché egli è l’unico che può fare davvero qualcosa per il suo risanamento. I trattamenti olistici NON funzionano come i farmaci convenzionali – per questo i “nemici” degli approcci olistici dicono che essi sono solo buffonate senza alcun fondamento scientifico. Se ci aspettiamo che il farmaco omeopatico o un trattamento di pranoterapia o riflessologia funzionino come un Moment, beh, siamo fuori strada e non avrebbero ragione di esistere.

I trattamenti olistici affrontano una strada diversa per giungere all’obbiettivo e spesso hanno bisogno di più tempo (e soprattutto di un cambio di mentalità) per poter agire fino in fondo. Il problema nostro è che siamo legati all’effetto immediato. Vogliamo che TUTTO ciò che facciamo (o che prendiamo) agisca subito, senza attese, vogliamo la ricompensa ai nostri “sforzi” immediatamente.

I farmaci convenzionali questo fanno – eliminano il problema da sotto i tuoi occhi. Ciò che non ti dicono, è che il problema non è risolto, è stato spostato da un’altra parte e non tarderà a ripresentarsi.

Crediamo che, a livello della salute, ogni essere umano funzioni esattamente come gli altri. Per questo SOLO ciò che passa il metodo scientifico viene avallato da tante persone.

O metodo scientifico o è tutta fuffa

Non sappiamo più aspettare, non sappiamo più vedere le persone come INDIVIDUI (che vuol dire indivisibile, unico – in latino individuo si traduce anche persona). Eppure fino a pochi decenni fa il nostro medico di famiglia sapeva tutto di ogni membro della famiglia e trovava la cura più adeguata a ciascuno di essi, anche se, apparentemente, soffrivano dello stesso male. Non vediamo più il processo di guarigione come un percorso che ci permette di curarci (di prenderci cura di noi stessi), prendendo consapevolezza del nostro stato e agendo per la sua trasformazione e non per la sua sparizione.

Questo è prendersi cura delle persone, non dare la stessa pillola a tutti.

Se sei un razionale non puoi essere olistico?

Ciò che mi sorprende molto, quando, malauguratamente, mi trovo a discutere con gli ultra-razionalisti, è sentire questa loro strenua difesa del metodo scientifico. Solo se la comunità scientifica avalla qualcosa, allora va bene, altrimenti nada.

Posso comprenderlo, noi esseri umani occidentali abbiamo un enorme bisogno di spiegare tutto, cercando di non lasciare niente al caso (che non esiste) e dimenticandoci (forse per paura) della magia della Vita e del mistero che l’avvolge.

Io vengo da un background scientifico, ho due lauree, due master e un Ph.D. in Scienze Naturali e Geografia. Ho lavorato 15 anni facendo analisi sui batteri, sui suoli, sulle rocce, sulle piante, sempre in ambiente controllato (laboratorio) e scrivendo tanti begli articoli scientifici (riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale come rilevanti) per spiegare il funzionamento della Natura a seguito dei miei esperimenti.

Ciò che proviamo a fare noi è solo riprodurre la Natura per poter stilare delle leggi generali sul suo funzionamento, ed anche in maniera abbastanza blanda.

La Natura NON è un ambiente controllato. In laboratorio siamo in grado di decidere la temperatura, la pressione, la luminosità, la sterilità, i reagenti, la durata di un esperimento. Siamo noi umani che riproduciamo la Natura come vogliamo noi, alle nostre condizioni, pretendendo di spiegare tutto ciò che è al di fuori delle condizioni da noi imposte nell’esperimento. E allo stesso modo facciamo in medicina. Ciò che va bene per uno, va bene per tutti. È un approccio che può andar bene perché ci è utile generalizzare, in fondo gli esseri umani sono uguali tra loro al 99% (https://it.wikipedia.org/wiki/Genoma_umano).

Ma è quell’1% che ci rende INDIVIDUI. È l’1% che ci rende UNICI e SPECIALI. È in quell’1% che vanno ad agire i trattamenti olistici, perché è li che si trovano le vere cause delle nostre malattie e la risoluzione delle stesse.

La Natura, assieme a noi, dimostra che noi non viviamo in un laboratorio. Non viviamo in un atmosfera controllata, siamo soggetti a enormi, incontrollate e inspiegabili influenze esterne, sia dall’ambiente che dagli altri. Ognuno di noi ha una storia personale diversa ed una storia spirituale più o meno lunga.

Come possiamo pretendere, considerando anche solo questi aspetti, di considerare TUTTI gli esseri umani allo stesso modo e pretendere di GUARIRE tutti allo stesso modo?

Agendo solo tramite un approccio ultra-razionalista rischiamo, secondo me, di perdere la magia della Vita, di non meravigliarci più, di non stupirci più, di non essere più pronti a ricevere una risposta diversa rispetto a quella che abbiamo finora avuto.

Perdiamo il contatto con l’unicità dell’essere umano

Seguendo solo questo approccio vorrebbe dire che tutti coloro che lavorano per la scienza non possono essere persone religiose, dato che la fede è il riconoscimento del mistero per eccellenza.

Non potrebbero seguire le filosofie orientali (nonostante si siano trovati riscontri scientifici alla meditazione (http://meditazionetrascendentale.it/scientifically-confirmed/), il suo mistero, l’effetto che ha su ogni persona, rimane unico.

Non di meno, non potrebbero usufruire dei trattamenti e delle cure olistiche, dato che esse non funzionano allo stesso modo dei farmaci convenzionali. Magari un trattamento olistico, invece di spegnere il sintomo, cambia il tuo modo di pensare, o rilassa semplicemente la tua ansia e ti permette di vedere le cose con più lucidità affinché il male non si ripresenti.

Se sei olistico puoi essere razionale?

Da quando ho iniziato il mio percorso in pranoterapia e riflessologia plantare emozionale, tante persone mi hanno chiesto: “ma come fai a conciliare l’essere un ricercatore scientifico con l’essere un operatore olistico? Non ti sembra che le cose vadano un po’ in conflitto?”

Portrait of a young girl enjoying a healthy skin treatment at a spa resort.

Personalmente, no! Anzi, per me le cose si completano.

La scienza mi ha fatto vedere che l’uomo vuole spiegare tutto, ma (ancora) non ci riesce

L’approccio olistico alla persona mi ha fatto vedere che ognuno è un universo, collegato ma separato dagli altri e che, alla stessa cura, reagisce diversamente dal suo vicino.

Sulla base della mia esperienza, ho visto che quando analizzi dei suoli in laboratorio (ad esempio), ti accorgi che, nonostante i tuoi suoli in natura si trovino vicini tra loro e siano sottoposti apparentemente alle stesse condizioni, quando li analizzi, essi presentano caratteristiche diverse.

Sono simili, ma comunque diversi. Come gli esseri umani.Pranoterapia (1)

Questo perché ogni suolo, ogni pianta, ogni batterio, ogni essere umano è per definizione un sistema separato dagli altri, nonostante sia in connessione diretta con gli altri. E ciò che è vero per uno di questi individui può non esserlo per il suo vicino.

Per questo credo nella medicina olistica come completamento alla medicina convenzionale.

Perché, nonostante noi umani siamo uguali al 99%, è quell’1% che necessita della nostra maggiore attenzione – perché è da quell’1% che dipende in toto la nostra guarigione.

Possiamo (e dobbiamo) conoscere questa Vita, la Terra, i suoi abitanti, studiarli, standardizzando le condizioni per formulare teorie generali.

L’uomo è un curioso, DEVE conoscere, è nella sua natura.

Ma possiamo, e dobbiamo aggiungerei, anche lasciare andare un po’ questa Vita, immetterci nel suo mistero, conoscendo quell’1% che ci rende UNICI, riconoscendo che ci sono cose che non possono (e fortunatamente, non potranno mai) essere scientificamente spiegate….amore2

Perché come non si può spiegare scientificamente la scelta che facciamo di amare una persona, nemmeno possiamo spiegare perché alcune cure agiscono diversamente tra le persone, se non affidandoci al mistero della Vita.

Grazie, e prendetevi cura di voi

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