Chiesa, sesso e noi

Negli ultimi giorni, anche se è storia continua, si da molta importanza e risalto mediatico a ciò che la Chiesa Cattolica pensa dei matrimoni omosessuali, dell’insegnamento dell’educazione sessuale a scuola e dei diritti dei non-etero in generale.  

La Chiesa Cattolica, nonostante le belle parole e la faccina pacioccona di Francesco, dimostra di non aver cambiato di una virgola la sua visione, continuando a voler imporre tal visione alla politica italiana, condizionando cosi il futuro di milioni di persone, specialmente dei non-cattolici.

Ed io, dopo anni di scontri con la Chiesa e i suoi fans, finalmente, mi chiedo: Ma perché ci dovrebbe interessare ciò che pensa la chiesa dei matrimoni e del sesso in generale?

Voglio dire, nel loro stato sono liberi da fare ciò che vogliono, cosi come i loro seguaci. Non volete sposarvi fra omosessuali? Non fatelo! Non volete fare sesso prima del matrimonio e solo a scopo procreativo? Benissimo, vostra scelta. Volete vedere il sesso come qualcosa di peccaminoso, di sporco? Ok, problema vostro (e solo vostro). Ognuno è libero di vederla come vuole no? Dio ci ha dato il libero arbitrio.

Perché siamo ancora a farci influenzare, come se la cosa avesse un qualche peso, dall’opinione di un piccolo gruppo che non vuole palesemente dare a tutti gli stessi diritti, ma imporre la propria chiusa oscurantistica visione a tutta la società?

no gender

Manifestazione a Roma anti-gender

Anche perché poi, si sa, se queste menti chiuse non vengono illuminate dall’intelligenza e dall’apertura, si rischia di generare dei mostri come gli “anti-gender”

Voglio dire, perché ci preoccupiamo? Qual è il problema?

Dalle loro stesse azioni ci dovremmo rendere ben conto di quale sia il loro pensiero dominante.

Il sesso è libertà, apertura totale all’altro. È una delle cose di cui necessitiamo per vivere bene, da soli e con gli altri. Non lo dico io, è dimostrato. Il sesso è un bene primario, al pari del mangiare, bere, muoversi, espletare i nostri bisogni, della socialità.

Perché dobbiamo continuare a dare peso e visibilità mediatica a chi dimostra di non saper vivere con gli altri, a non rispettare le reciproche differenze, puntando ad un mondo contraddistinto dal mono-pensiero e dall’annullamento forzato dei nostri bisogni primari?

Siamo stati “schiavi” delle dottrine clericali per quasi 2000 anni, le quali hanno talmente tanto plasmato il nostro pensiero e la nostra morale, da considerarle ancora di una qualche rilevanza per le decisioni che andrebbero prese seguendo semplicemente il buon senso. Rendiamoci conto di quanto siamo stati influenzati analizzando il nostro personale rapporto con il sesso, con l’apertura verso altre forme religione e filosofiche, verso le persone provenienti da altri paesi.

La Città del Vaticano è ufficialmente uno stato sovrano, proclamato nel 1929, ma che ha continuato a voler imporre la sua dottrina alla politica italiana, con un’ingerenza ed un’aggressività mai vista in altri paesi e che poco o nulla hanno a che fare con il messaggio originale di Gesù.

Come giustamente dice il sociologo prof. Giuseppe De Rita: “La Chiesa diventando Stato ha perso il suo calore umano o non ha conquistato quel calore di comunità che avrebbe potuto acquisire dopo il 20 Settembre (1870)”papa-francesco_h_partb

La Chiesa è uno stato a sé. Andrebbe semplicemente considerato per quello che è, un altro stato.

Cosi come non accetteremmo mai che (ad es.) la Francia ci dicesse che da ora in poi in Italia dobbiamo consumare molto più paté d’oca o più baguette, allo stesso modo dovremmo fare con lo Stato Vaticano.

Il fatto che non accettino che gli omosessuali possano avere gli stessi diritti degli eterosessuali, o che non riconoscano altra tipologia di famiglia da quella rappresentata dalla “sacra famiglia” (che proprio “famiglia naturale” non era, ma questa è un’altra storia) è una scelta liberissima che possono fare, ma che dovrebbero applicare solo ed esclusivamente nel loro territorio (il fatto che siano tutti maschi e scapoli non dovrebbe fare alcuna differenza, rimane una scelta di quello stato, rispettabile, per quanto non condivisibile), oppure essere presa d’esempio da chi decide liberamente di seguire tale strada.

Dobbiamo stare attenti a porci negativamente verso le ingerenze della Chiesa. Più stimoli il conflitto e più rafforzi la credenza della parte che stai combattendo.

È tipico di tutte le religioni considerare gli attacchi dei nemici come un segnale di “giustezza delle proprie opinioni”. Se qualcuno reagisce malamente ad una nostra provocazione vuol dire che è stato toccato nel profondo e quindi che è stato messo di fronte ai suoi limiti, ai suoi blocchi interiori.

Chi ci fa incazzare andrebbe ringraziato perché ci permette di lavorare sui nostri lati oscuri e non risolti, di integrare la nostra “ombra” e di evolverci.

In realtà, l’apparizione dei “nemici”, oltre a convincerci di star percorrendo il “giusto sentiero” dovrebbe anche farci interrogare su come noi stessi stiamo portando avanti la nostra campagna. Non possiamo additare le critiche semplicemente come “inutili” e andare avanti senza guardare in faccia a nessuno. Cosi come vogliamo stimolare una riflessione nel nostro nemico, dovremmo considerare la sua reazione come un segnale che anche noi abbiamo qualcosa da risolvere nel nostro modo di porci.

C’è sempre uno scambio. Da ogni interazione abbiamo, almeno ipoteticamente (e per chi vuol vedere), c’è sempre qualcosa da imparare.

In questo modo, stimolando un dialogo sincero e aperto (per comprendere e non solo per replicare), senza la paura di trasformare la nostra visione del mondo, potremmo davvero prendere le decisioni più giuste.

Dando tutta questa importanza a ciò che dice la Chiesa su argomenti di carattere nazionale italiano e ponendoci con atteggiamento conflittuale verso di essa, non facciamo altro che rinforzare la sua posizione e il suo convincimento.

Io sinceramente penso che dovremmo sbattercene di ciò che la Chiesa vorrebbe che facessimo, ascoltare quello che pensano negli ambienti vaticani (cosi come ascolteremmo cosa pensano i tedeschi, i francesi ecc), e poi fare ciò che per noi è più giusto, liberandoci dai servilismi inutili e dimostrando concretamente di prenderci cura di tutti i nostri concittadini.

Dovremmo annullare i Patti Lateranensi, mettere delle belle frontiere tra Vaticano e Italia e avere con il Papa lo stesso rapporto che si ha con un altro capo di stato. Semplice ed efficace.

E poi, voglio dire, ma ancora riteniamo che la Chiesa Cattolica incarni il messaggi di amore, speranza, apertura al diverso, rispetto delle differenze che ha portato avanti Gesù Cristo con la sua stessa vita? Avete mai letto i Vangeli? Ci ritrovate veramente ciò che la Chiesa porta avanti?

C’è veramente ancora qualcuno che ci crede? O siamo semplicemente condizionati dall’abitudine di avere “in casa” questo pesante, ricchissimo, ipocrita residuo del pensiero medioevale che vuole farci restare tutti all’epoca oscurantista?

Non voglio ripercorrere la storia tremenda dei cristiani post-cristo e della Chiesa. Ci sono migliaia di libri onesti che la raccontano, milioni di morti che testimoniano, centinaia di culture soppresse dalla chiusura mentale messa in atto consapevolmente da questi nemici dell’intelligenza e del libero arbitrio. È palese, sotto gli occhi di tutti e soprattutto alla portata di tutti.

Nessuno inizierebbe consapevolmente a seguire una tale religione se prima venisse informato di cosa ha fatto per ottenere il potere e le ricchezze che ha. Sarà per questo che ci vogliono prendere fin da bambini raccontandoci belle favolette? Cosicché quando saremo grandi e ci saremo informati solo con grandissima fatica riusciremmo a liberarci dalle catene che ci hanno messo fin da piccoli? non ci vedete una chiara strategia dietro a tutto questo?

Per cui, solo questo dovremmo fare. Informare ed informarci su chi sono veramente le persone che vogliono darci ordini e che vogliono insegnarci la moralità e gli ideali da seguire.

Ricordiamoci che chi si pone “in alto” sulle folle (dal pulpito) e pretende di insegnare agli altri, è di solito colui che vuole nascondere le proprie nefandezze e che sarebbe in realtà quello con più necessità di imparare e di trasformare la propria vita.predica

Quando pregate, non dovete essere come gli ipocriti; perché a loro piace pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle ampie vie per essere visti dagli uomini. Veramente vi dico: Essi hanno appieno la loro ricompensa”. — Matt. 6:5.

Gesù dichiarò che quegli ipocriti ‘avevano appieno la loro ricompensa’. Bramavano il plauso e la lode degli uomini, e questo è tutto ciò che avrebbero ottenuto. Sarebbe stata la loro piena ricompensa, poiché Dio non avrebbe risposto alle loro preghiere ipocrite.

Impariamo a guardare, a comprendere, non solo a vedere e a sentire passivamente.

Attiviamoci personalmente. Ognuno di noi è fondamentale per cambiare le cose – chi sa solo lamentarsi è un vampiro energetico da allontanare.

Mettiamoci la faccia, in prima persona, diffondiamo il cambiamento che vorremmo vedere – lamentarci di cosa dicono i preti, pretendendo che cambino visione, è assurdo, ci fa perdere tempo ed energie e, come detto, non fa altro che rafforzare la loro visione, facendoci ottenere l’effetto contrario a quello che volevamo.

È nella vita di tutti i giorni, con il nostro esempio che cambiamo le cose. Volere che gli altri cambino come piacerebbe a noi è troppo facile, dimostra un egoismo notevole e porta il mondo solo in nuovi conflitti.

Va da sé che questo vale anche per gli altri argomenti che attanagliano la nostra società: dagli immigrati, ai razzisti, ai fascisti 2.0., ai guerrafondai, ecc.

Mettendo in atto questo semplice atteggiamento di diffusione del buon senso, dimostreremmo di essere un paese moderno, libero e indipendente.

Ariane_Sherine_and_Richard_Dawkins_at_the_Atheist_Bus_Campaign_launch

Dimostreremmo che in Italia le persone che vogliono e che si impegnano per una reale trasformazione delle coscienze esistono – e soprattutto che lo fanno loro in prima persona, e con l’esempio stimolano gli altri, non con gli ordini, le paure o le imposizioni.

Chiudo con alcune citazioni da tenere sempre a mente:

“Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero e dunque non può cambiare se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare.

 “Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero”
(Albert Einstein)

Time_Peace_Tie_Dye

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo

(Gandhi)

Buon cammino,

F

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