Perché i trattamenti olistici?

Holistic-healthPrima di iniziare il percorso con la pranoterapia e la riflessologia plantare, non sapevo molto di tutto il mondo olistico.

Mi ricordo che negli anni 90 ci fu un grande boom del Reiki. Molti miei amici, di punto in bianco, nell’arco di un weekend, avevano conseguito il primo livello di reiki, tanti addirittura il secondo e iniziavano a trattare tutti.

Il Reiki era la panacea che stavamo aspettando a quanto pare.

Ed io? Per quanto l‘approccio del reiki mi piacesse, perché ho sempre sentito il contatto energetico come una via “preferenziale” e onesta per lo scambio tra esseri viventi, non sono uno che segue le “mode”, anche e forse specialmente quando riguardano tecniche/pratiche che si rifanno a filosofie millenarie come quelle orientali.

Quindi questo boom del Reiki e delle terapie olistiche degli anni 90 ebbe in me l’effetto opposto, mi fece tenere lontano da quello che stava diventando solo (o prevalentemente), almeno ai miei occhi, un business.

Il Reiki tornò nella mia vita circa nel 2008. Stavo con una ragazza Master Reiki che, devo proprio dirlo, riusciva a trattarmi in un modo mai provato, il che contribuì molto a farmi (ri-)scoprire la meraviglia di questo mondo, dove l’essere umano viene considerato e curato nella sua interezza – un mondo dove, al di là del business, c’era un sincero amore per la Vita di tutti gli esseri viventi.

Il rapporto rinnovato con il Reiki aprì le mie percezioni e altre tecniche vennero a farmi visita. Una mia conoscente, divenuta poi una cara amica, iniziò la scuola di riflessologia plantare. Mi ricordo che la prima volta che mi feci trattare rimasi veramente sconvolto dal fatto che lei, solo attraverso la “lettura” della pianta dei miei piedi, riuscì a dirmi cose di me che non poteva sapere. Vide, nel vero senso della parola, i miei blocchi, le mie paure, le mie tendenze e mi diede ottimi input su dove avrei dovuto lavorare.

Poi arrivò la pranoterapia.

Ho sempre avuto la tendenza a comunicare tramite il corpo. L’abbraccio, il massaggio, ma anche sentire le energie che scorrono tra due persone, tenendosi a breve distanza dal corpo mi sono sempre venuti naturali. Ho sempre avuto le “mani calde” e vibranti, ma non avevo mai pensato di poter andare così a fondo (e ancora ho da scavare) in questa disciplina.Pranoterapia (1)

Nel 2013, in seguito ad un periodo di forte stress, le mie mani diventarono più calde del normale. Durante le mie sedute di meditazione e recitazione del mantra (seguo il buddismo di Nichiren Daishonin e pratico Nam Myo Ho Renge Kyo) le mie mani, al centro del palmo, iniziarono a farmi male.

Una signora che conobbi, pranoterapeuta, mi “sentì” e mi invitò caldamente, con un incoraggiamento così profondo che mai dimenticherò, a percorrere questa strada, perché, stando a lei, avevo grandi potenzialità di sviluppo e avrei potuto fare del bene a tante persone.

E così, mi sono fidato di lei (ma forse “di me”) ed ho iniziato la strada che sto ancora percorrendo. Dalla Pranoterapia è venuta fuori la Riflessologia, l’interesse per l’alimentazione, il massaggio olistico, lo shiatsu, la meditazione silenziosa e il coraggio di fare concretamente qualcosa di “mio”.

Ma nello studio e nella pratica giornalieri, nel confronto con i miei colleghi e amici, quando tratto e vengo trattato, ancora mi chiedo (e spero di continuare a farlo sempre) quale siano i reali benefici che questa disciplina mi dona e cosa invece dona alle persone che vengono da me (o da un altro specialista).

Ho provato a mettere insieme, sulla base della mia esperienza, alcuni di questi benefici, almeno ciò che io, per la mia esperienza ho sentito e sento tuttora, vedendoli sia dal punto di vista dell’operatore che del cliente (in quanto io sono l’uno e l’altro).

I trattamenti olistici:

Insegnano la fiducia verso il genere umano, perché, come cliente, metti la tua vita nelle mani di un’altra persona. Ti aiutano quindi ad “aprire” la tua Vita, facendoti sentire il calore, che nel silenzio apre letteralmente la tua vita all’esterno e all’introspezione.

Insegnano a fermarti e a lasciare agire, lasciare scorrere, ad abbandonarti, a smettere di voler controllare tutto, ma a fidarti del fatto che l’Universo (sotto forma dell’operatore) provvede a te, come a tutti.

All’operatore, insegnano il rispetto verso l’altro, l’attenzione verso la vita di ogni essere vivente e stimolano l’empatia verso le altre persone – permettono di entrare in contatto con la vita che hai davanti e, al tempo stesso, di sentire vibrare la propria.

Aiutano a mantenersi in salute, perché stimolano e potenziano i sistemi immunitario, sanguigno e linfatico, aiutando il rilascio delle energie bloccate e stimolando l’instaurarsi del pensiero positivo. Questo permette di ridurre la durata delle cure mediche perché stimola la facoltà innata di auto guarigione.

Espandono la coscienza, stimolano le percezioni, le sensazioni e le emozioni verso la ricerca di una via spirituale personale.

honestyFatti regolarmente, aiutano a sentire e a comprendere i segnali del corpo, attraverso un percorso con l’operatore. Insegnano quindi a comprendere e rispettare l’onesta dei segnali del corpo.
Per ultima, ma forse è quella più importante per stimolare la pace tra gli esseri umani, aiutano a far comprendere il fatto che ogni tanto abbiamo bisogno di abbandonarci all’aiuto di qualcuno esterno a noi, qualcuno che, in realtà, è solo lo specchio di noi stessi e che ci aiuta nel nostro percorso personale.

Attrraverso ciò che può sembrare un aiuto esterno, in realtà ognuno di noi aiuta se stesso, secondo il principio della connessione tra tutti gli esseri viventi.

Perché nessun uomo è un’isola, perché nessuno può vivere da solo e perché solo attraverso il contatto profondo con noi stessi possiamo trovare gli altri, che in nessun altro luogo sono, se non già in noi stessi.

Buon cammino

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