Gratitudine

La gratitudine è uno tra i più elevati sentimenti umani.

Apre le porte all’unione tra gli esseri viventi, riconoscendo il profondo legame che esiste tra noi tutti.

Un Grazie per iniziare

Iniziare la giornata ringraziando per i doni che riceveremo, qualunque essi siano, pone il nostro spirito in una condizione di apertura, ci aiuta a cambiare la nostra visione del mondo, facendoci smettere di vedere nemici ovunque e abbattendo così le nostre illusorie difese verso chi, come noi, cerca solo di costruire la propria felicità attraverso le proprie attività. Siamo parte di un organismo perfetto, l’UNO che si manifesta in miliardi di forme.

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Come diceva John Donne:

 Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso;

Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.

Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa.

La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità.

E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.

Un allenamento giornaliero

L’allenamento giornaliero alla gratitudine ci permette di trasformare, piano piano, ogni difficoltà in opportunità. In che modo ci alleniamo?

Spesso siamo molto arrabbiati al mattino, stanchi ancora prima di iniziare le nostre attività, nervosi e irritabili. Cosa speriamo di costruire andando nel mondo con questo stato vitale?

Basta iniziare con un GRAZIE appena apriamo gli occhi. Grazie per poter vivere ancora un giorno, per esserci, per tutto ciò che di bello esiste nella mia Vita. Se ci fermiamo un attimo a pensare vedremo che abbiamo molte più cose di cui essere grati, rispetto a quelle che vediamo negative.

Ma purtroppo diamo per scontato tante cose, specialmente quelle belle.

Ringraziamo per ogni cosa che avviene nella nostra Vita, perché comprendiamo che “tutto è perfetto così com’è” – niente è errato nella Vita, nulla è inutile, ognuno di noi esiste perché ha un ruolo, sia per se stesso, che nella comunità umana tutta, che nell’intero Universo.

Tutto ha uno scopo, niente è a caso

Questa non è una convinzione dell’ego che non vuole vedere la sofferenza.

Chi fa così, sforzandosi di credere che tutto vada sempre bene, si illude e aumenta solo la propria sofferenza.

Il ruolo della sofferenza suffer2

La sofferenza esiste, è un sentimento personale. Ognuno reagisce diversamente agli stessi avvenimenti, perché il male e il bene sono relativi e gli avvenimenti sono di per sé neutri.

Ciò che ci causa sofferenza è la nostra risposta ai vari avvenimenti, è il modo in cui vediamo e viviamo la nostra Vita, se come un percorso irto di spine o se come la risposta a ciò che noi siamo, sapendo che ogni esperienza che facciamo avviene in risposta a ciò che noi abbiamo dentro.

Per questo è perfetto, sempre, perché non potrebbe essere altrimenti, perché il mondo che viviamo risponde solo a ciascuno di noi, parla solo a ciascuno di noi. I messaggi che ci arrivano sono specifici per ciascuno di noi. Niente è assoluto, niente è per tutti. Tutto è per ogni persona singola.

Se siamo in grado di vedere le opportunità che ci vengono poste davanti, da ciò che reputiamo “bello e buono” a ciò che percepiamo come “brutto e cattivo”, capiremo profondamente che la sofferenza è solo il modo in cui la Vita ci parla per stimolarci profondamente alla comprensione della nostra Vita e del profondo e indissolubile legame che abbiamo con tutti gli altri.

Per questo ringraziare, ringraziare sempre, a partire da noi stessi, per tutto ciò che siamo, per tutto ciò che doniamo alla Vita e per tutto ciò che riceviamo.

Ogni avvenimento che viviamo ha un solo fine a mio vedere: incrementare la consapevolezza della Vita stessa, stimolarci al miglioramento personale, all’apprendimento continuo, alla visione dell’UNO al di là delle differenze personali che percepiamo.

Se ci alleniamo a vederci come una zolla del continente, una stella del firmamento, una cellula di un organismo, saremo sempre più in grado di costruire una Vita serena e felice.

Capiremmo che l’unico vero nemico che abbiamo, siamo noi stessi. E lo ameremo, ci ameremo, ameremo le nostre sofferenze, perché comprenderemmo che esse non sono nostri nemici, bensì i migliori alleati che abbiamo per farci costruire, con le nostre mani, una piena e duratura felicità

E solo da noi stessi potremo partire, ripartire per essere felici – sapendo che non esiste felicità senza armonia, che non esiste gioia nell’isolamento, e che non c’è crescita senza confronto.

Se ci siamo, siamo utili

Perché la Vita niente fa per caso e senza scopo – e ognuno di noi è Natura, Vita, Universo

Ognuno di noi è singolo ma comprende tutti gli altri esseri viventi al proprio interno

Una volta convinti di ciò, e allenandoci a questo, ogni giorno, semplicemente iniziando la giornata con un “GRAZIE”, vedremo la Vita migliorare concretamenteGuadalupeNOLA15Oct07Thanks

Siamo qui per essere felici, non dimentichiamolo mai

Buon cammino, e grazie

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