Canapa: una cultura di tutti, una coltura per tutti

cannabis-terapeutica-ricerca-risorsaSe associate la canapa solamente alla cultura hippy o a scelte ricreative individuali vi state sbagliando. Infatti, nonostante la canapa abbia rappresentato storicamente una delle protagoniste indiscusse dello sviluppo agricolo italiano, nel corso degli anni il valore di questa risorsa per la collettività è stato gradualmente trascurato dai coltivatori e guardato con sospetto dalla società civile. Perché?

Le cause del declino della canapa.
Nel 1940 l’Italia rappresentava il secondo produttore mondiale di cannabis sativa (Cannabis sativa L. 1753), la varietà comunemente definita canapa industriale, che permette il maggior numero di applicazioni nel settore non solo tessile, ma anche alimentare ed edile. Se l’avvento delle fibre sintetiche ha significativamente intaccato la redditività economica per l’impiego nell’industria tessile, il colpo più duro la canapa lo ha subito a livello normativo. La necessità di regolare fortemente il consumo di cannabis indica, la varietà maggiormente appropriata per l’uso terapeutico e ricreativo, ha sicuramente favorito la prevenzione di abusi individuali. Tuttavia, il crescente dibattito politico su questo tema ha contribuito a monopolizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla cannabis come pianta dalla coltivazione estremamente regolamentata e in molti casi proibita, prerogativa di mercati illeciti volti a soddisfare un numero relativamente limitato di consumatori abituali. Dal lato dell’offerta, l’eccessiva regolamentazione ha da una parte disincentivato molti produttori nel coltivarla e dall’altra le aziende nel lavorarla. Dal lato della domanda, il dibattito incentrato sull’esclusivo consumo privato, non ha di certo favorito una conoscenza responsabile di questa coltura. Soprattutto tra le giovani generazioni, ad esempio, si ignorano i numerosi prodotti a base di canapa e gli svariati utilizzi di questa coltura in molti settori produttivi. Tuttavia, non va sottovalutato il fatto che, nel corso degli ultimi anni, i numerosi dibattiti sull’utilizzo della canapa a scopo terapeutico hanno contribuito ad alimentare una riflessione critica nel mondo accademico e imprenditoriale sugli ulteriori utilizzi di questa coltura, aprendo la strada a nuovi scenari.

I primi segnali di ripresa.
Negli ultimi anni (seppur in ritardo) si sta infatti registrando un’inversione di tendenza. A testimoniarlo è lo studio “Sulle potenzialità della cannabis ad uso terapeutico in Italia” – presentato per la prima volta nell’ottobre 2014 – da cui emergono stime incoraggianti relative alla coltivazione, trasformazione e commercializzazione di canapa a scopo terapeutico, con un giro di affari pari a 1,4 miliardi di Euro e ricadute occupazionali per circa 10.000 posti di lavoro. Lo studio, aldilà dello scenario relativo alla cannabis ad uso terapeutico, segnala un vero e proprio boom nella coltivazione di canapa industriale (cannabis sativa) a scopo tessile, edile e cosmetico, con un numero di aziende quasi raddoppiato nel 2014 rispetto all’anno precedente. Soprattutto quest’ultimo dato indica che gli operatori del settore stanno gradualmente rivalutando una risorsa a lungo dimenticata, ma potenzialmente rilevante per il rilancio di molte aree rurali, per il sistema agricolo italiano nonché per l’attuazione dell’agenda di bio-economia sostenibile dell’Unione Europea.

Un progetto EURAC per riscoprirla.

Negli ultimi anni, diverse iniziative e progetti, come ad esempio MultiHemp e Grow2Build, hanno cercato di riscoprire la canapa industriale come risorsa per la realizzazione di biomateriali e materiali edili per le costruzioni.E-logo-CMYK

L’Istituto EURAC per lo Sviluppo Regionale e il Management del Territorio sta mettendo a punto un progetto mirato a promuovere la creazione di cluster specializzati nella lavorazione e commercializzazione della canapa industriale in diversi settori. Alla proposta di progetto hanno aderito aziende, istituti di ricerca ed enti pubblici di diverse regioni dell’Europa centrale. Tramite una piattaforma digitale sarà possibile conoscere i diversi attori operativi nel settore della coltivazione e della lavorazione della canapa industriale. Questa piattaforma, in cui ciascun utente potrà iscriversi gratuitamente, favorirà lo scambio di conoscenze sui metodi di coltivazione, nonché la condivisione di know-how specifico rilevante per la realizzazione di nuovi prodotti o lo sviluppo di nuove tecnologie per la lavorazione. Il progetto verrà valutato nell’ambito del secondo bando Interreg Central Europe 2014-2020, apertosi ufficialmente il 26 aprile 2016.

Una risorsa di tutti.
Qualora il progetto dovesse essere finanziato, l’Alto Adige sarà una delle regioni pilota in cui valutare il potenziale della coltivazione della canapa industriale per le aree rurali marginali, sviluppare prodotti innovativi e testare nuove tecniche di lavorazione. Il rafforzamento del settore collegato alla coltivazione della canapa industriale può infatti avere delle ricadute positive a livello socioeconomico per i sistemi economici regionali. Per il settore agricolo, ad esempio, una rimessa a coltura di alcune aree marginali significherebbe contribuire alla conservazione del paesaggio, ma anche riattivare o diversificare le attività di molte aziende agricole locali, situate anche in aree montane, dove la canapa industriale trova un habitat favorevole per la propria crescita, essendo una coltura facilmente adattabile a vari regimi climatici e tipologie di suoli. Inoltre, l’ampliamento dei mercati di riferimento, potrebbe contribuire alla creazione di nuove esperienze imprenditoriali a livello regionale, non solo nella coltivazione ma anche nell’ideazione di prodotti innovativi a base canapa e nello sviluppo di nuove tecnologie per la loro lavorazione. Il miglioramento dei processi di lavorazione della canapa industriale gioca un ruolo rilevante per l’ampliamento dell’offerta di prodotti da poter inserire nel mercato attuale. Infatti, a livello europeo si sta gradualmente riscoprendo questa coltura e pertanto ampie fette di mercato possono ancora considerarsi terra di conquista per imprenditori che credono nello sviluppo futuro di questo settore.

La ricerca che EURAC ha condotto durante la preparazione del progetto ha già contribuito a mettere in comunicazione tra loro aziende interessate nei settori edile, alimentare, agricolo e tessile ad innovare il proprio portfolio di prodotti e know-how specifico a livello transnazionale. Iniziative mirate ad accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica riguardo alla versatilità della coltivazione di canapa industriale, il proprio contributo alle economie locali e la creazione di filiere produttive regionali, sono necessarie per promuovere e valorizzare il settore.flyer_sideB

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Autori: Riccardo Brozzi, Filippo Favilli, Isidoro De Bortoli

EURAC Research

Link utili

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