Una questione di libertà

Macro_cannabis_budIn questi giorni è approdata in Parlamento, per la prima volta nella storia italiana, la discussione sulla legalizzazione della cannabis a scopi, diciamo, ricreativi.

Il DDL sintetizzato lo potete trovare qui:

http://it.ibtimes.com/ddl-cannabis-parlamento-ecco-cosa-prevede-la-proposta-che-non-verra-mai-approvata-1460386

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/I-10-articoli-che-compongono-il-ddl-sulla-legalizzazione-della-cannabis-6334f363-bf8b-4e9e-97d6-b186e9def6a2.html

In due parole, per non dilungarsi sul testo, esso prevede che ogni consumatore maggiorenne possa coltivare a casa propria fino a 5 piantine per uso personale e/o associarsi ad altre massimo 50 persone per la produzione e il consumo comune, oltre a regolamentare la detenzione personale, e il regime di monopolio che lo Stato avrebbe. Per non parlare dei proventi che lo Stato avrebbe da tale monopolio, andando a sottrarre un mercato di circa 12 miliardi di Euro al mercato illegale, che, per quanto vogliamo proibirlo girandoci dall’altra parte e arrestando le persone per pochi grammi di “fumo”, esiste e prospera allegramente nelle nostre piazze, che ci piaccia o no.

Il DDL non comporta alcuna giungla normativa, nessuno “Stato che vende la droga ai ragazzini” – ma una regolamentazione moderna (che parolona per l’Italia) che si fonda sul principio della libertà individuale e sulla capacità di ogni persona maggiorenne di decidere liberamente, previa corretta e onesta informazione, del suo futuro e della sua salute.

Una sostanza come le altre?

Nonostante nella vita di ogni giorno siamo circondati dalle sostanze più disparate che, pur essendo legali, comportano notevoli rischi e danni per la nostra salute, la cannabis continua ad avere addosso la nomea di DROGA.

La possibilità che una sostanza che sia stata etichettata come DROGA, oramai da circa 30-40 anni, possa diventare LEGALE mette i “chiusi-di-mente” in notevole difficoltà. Non è facile guardare una sostanza e cambiare il nome con cui l’abbiamo sempre chiamata, specialmente se chi ci fornisce le informazioni su cosa dobbiamo pensare continua a chiamarla come tale.

Liberalizzare la DROGA?? Ma siamo matti?? La DROGA fa male.

Capito il giochino? Cannabis = DROGA + la DROGA fa male = Illegale

Ma definiamo DROGA:

droga drò·ga/ sostantivo femminile

  1. Sostanza vegetale aromatica che serve a dar sapore a cibi o bevande (per es. pepe, cannella, vaniglia).
  2. In farmacologia, ogni prodotto naturale contenente uno o più principi biologicamente attivi.

Qualsiasi sostanza vegetale o chimica ad azione eccitante, stupefacente o allucinogena (per es. hascisc, eroina, LSD, ecc.), capace di intervenire sull’equilibrio psicofisico di chi l’assume, con effetti più o meno temporanei e dannosi; uscire dalla d., liberarsene.

Droghe pesanti (per es. l’eroina e la cocaina), quelle che inducono alterazioni psicofisiche notevoli e fenomeni di assuefazione.

Droghe leggere (per es. l’hascisc e la marijuana), quelle che danno alterazioni psichiche e della personalità transitorie, tali da non provocare comportamenti totalmente dipendenti dalla droga stessa.

Qualsiasi sostanza eccitante assunta allo scopo di accrescere artificiosamente il rendimento di cavalli o atleti nel corso di gare; fig., tutto ciò che, eccitando la fantasia e la sensibilità o incidendo sulla corretta percezione della realtà, esercita sulla psiche un’azione analoga a quella degli stupefacenti.

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/D/droga.shtml

Stando a questa definizione, OGNI sostanza che altera, anche transitoriamente, la personalità e la psiche, comportando fenomeni più o meno elevati di dipendenza e assuefazione, può essere considerata DROGA, termine che ha, a parte per le spezie, sempre un significato negativo.

Pensiamo un po’ a quante sostanze sono presenti nella nostra vita quotidiana che potrebbero rientrare in questa definizione.

alcohol-1198642_960_720Alcol, tabacco, zucchero bianco, caffè, farina 00, the, cioccolato, farmaci vari, droghe chimiche (ecstasy), o semi-naturali (eroina e cocaina). Sostanze comprovate che provocano ogni anno milioni di morti, sia per la loro composizione, che per i loro effetti. Basta una piccola ricerca in rete per trovare i dati.

Senza parlare delle droghe naturali che il nostro corpo produce – le endorfine (euforia, stato di benessere e riduzione del dolore) gli stimolanti (adrenalina o noradrenalina) e i sedativi (serotonina), questi ultimi in grado di rallentare la trasmissione nel sistema nervoso centrale.

In pratica, non ci facciamo mancare nulla: eccitanti, stimolanti, psichedelici e sedativi!

Quindi, si, anche la cannabis può essere considerata DROGA, ovvero sostanza alterante

L’essere umano ha bisogno di drogarsi?

A me piace parlare di “alterazione temporanea della percezione e della personalità” e, in base a ciò che molti studi ci riportano, la ricerca dello “sballo” è vecchia quanto l’essere umano stesso.

Pare che la cannabis fosse conosciuta e usata, sia come fibra che come sostanza alterante, già oltre 10.000 anni fa http://www.asiablog.it/2009/08/19/cannabis-stori/.

hamatsashaman1Inizialmente l’alterazione veniva ricercata per motivi religioso-spirituali, usando la cannabis e/o altre sostanze – famosissimi sono, ad esempio, i libri di Carlos Castaneda sulle sue esperienze spirituali guidate dall’assunzione controllata di peyote (un cactus dell’America Centrale avente effetti psichedelici). Lo stato alterato era il momento in cui la persona poteva “parlare con Dio” o avere delle visioni sul suo futuro in risposta ad un dato quesito. L’alterazione era sempre guidata dai sacerdoti (sciamani) e quindi resa sicura. Era un mezzo per assaporare l’universo, per uscire dalla piccolezza umana e ampliare temporaneamente la coscienza.

Una fuga quindi? Non proprio, un’uscita temporanea dalla società per rientrarvi con qualche risposta in più – perché la testa, ogni tanto, andrebbe spenta per ascoltare anche ciò che hanno da dirci il cuore e l’anima. Ci sono tanti modi, utilizzare le sostanze è una strada, la meditazione, un’altra.

La cosa è cambiata nelle società moderne, per quanto il motivo iniziale rimanga sempre lo stesso. L’essere umano moderno si avvicina alle sostanze per curiosità, ne apprezza il sapore, il gusto, gli effetti. Potrà tornarvici per rispondere ad un problema, ad una sua intima necessità che non trova soluzione nella famiglia, negli amici e nella società. L’alterazione che provoca la sostanza dà l’illusione di andare oltre al problema, di renderlo più leggero, più piccolo. Ma è un’illusione ovviamente, al termine dell’effetto, la cosa si ripresenta, spesso più grande di prima – perché se le cose non le affronti quando si presentano, torneranno ancora, più grandi e più forti.

burnout-96856_960_720Senza andare troppo nei dettagli (anche per questo ci sono molte fonti e studi in rete, basta cercare, http://www.narconontop.org/dipendenza_droghe_alcool/cause_dipendenza_droghe_alcol.htm), se già una persona è debole e non si sente supportata dalla sua famiglia e dalla società, è facile che cerchi nella droga una facile, illusoria scappatoia che lo porta, piano piano, ad isolarsi, vedendo come unica compagna affidabile la sostanza che questa persona avrà scelto, sia essa legale o no.

Non tutti hanno la forza interiore di rispondere ai problemi colpo su colpo e istantaneamente. E di questo non si può far colpa a chicchessia. È compito della società tutta assistere i suoi componenti, tutti quanti, affinché possano contribuire positivamente al suo sviluppo. Non ci dobbiamo stupire se nel nostro bel paese il consumo della “droga di stato” continua ad aumentare, specialmente tra i giovanissimi e gli anziani e specialmente al di fuori di ciò che noi sbandieriamo come cultura nazionale, ovvero bere vino durante i pasti (Fonte: http://www.istat.it/it/archivio/184658).

Sono le categorie più fragili della società che rischiano di cadere nel tunnel della droga, e credo che questa sia la cosa più importante a cui dovremmo pensare.

Voglio dire, dovremmo smetterla di ragionare sulle cose solo in termini di LEGALE o ILLEGALE. Le sostanze esistono, così come i loro mercati e avventori. L’illegalità e la disinformazione non fanno altro che incrementare il problema.

È chiaro che ci sono persone, e io mi reputo tra questi, che fumano cannabis per il piacere di farlo. Mi piace il sapore che ha, l’effetto che fa e farlo in compagnia. Così come non amo le sostanze alcoliche, non mi piacciono al gusto, non mi piacciono gli effetti che hanno sul mio fisico e sulla mia mente. A ciascuno la sua sostanza no?

Una questione di libertà, educazione e autodeterminazione

Il DDL di cui stanno discutendo in Parlamento non vuole affatto dare la droga libera a tutti, non vuole l’incremento del suo utilizzo, né fare soldi sulla pelle dei ragazzini. È stupido e denigrante che ci siano persone che continuano a pensare a questo.

Vuole semplicemente dare la possibilità, ai maggiorenni, di decidere liberamente di utilizzare una sostanza avente certe caratteristiche (senza dire “fa più o meno male”) e comportante certi effetti, nella loro vita. Esattamente come viene fatto per le altre DROGHE legali che già somministriamo, più o meno consapevolmente, ai nostri figli, parenti, amici ecc.

Nel caso in questione, vedo la libertà e l’autodeterminazione di poter fumare liberamente, a casa mia, da solo o in compagnia, della cannabis per il suo sapore e per l’effetto rilassante o stimolante che può darmi.

Ci sono centinaia di varietà che sono state selezionate per le loro caratteristiche, in modo naturale, senza, come sento dire da qualcuno, ingegneria genetica e l’utilizzo di non meglio specificate “schifezze” – solo un caso esiste di piante modificate geneticamente, indovinate da chi? http://worldnewsdailyreport.com/monsanto-creates-first-genetically-modified-strain-of-marijuana/, dalla MONSANTO, ma ancora in fase sperimentale.

Lo stesso motivo si cela dietro a chi ama bere un goccetto dopo il lavoro perché gli piace il sapore di ciò che beve, senza che diventi un alcolista. È una questione di consapevolezza personale, di libertà e di conoscenza.

Idealmente: Io conosco la pericolosità della sostanza che immetto nel mio corpo, sono informato dallo Stato su tutte le caratteristiche di tale sostanza, sui rischi per la salute e me ne assumo le responsabilità. Provvedo nel mio giardino, nel mio balcone o in associazione con altri adulti consapevoli, a coltivare la mia quantità usando semi certificati controllati dallo Stato. Chi danneggio in questo modo?Plantacja

Senza fare paragoni con altre sostanze, mi sembra che non ci sarebbe alcun problema da un punto di vista della sicurezza delle altre persone.

Senza parlare dei costi sanitari, dato che, ad oggi, nessuno è mai morto per cannabis (o 2 persone come dice nel seguente articolo http://www.finanzainchiaro.it/cannabis-meno-dannosa-di-alcool-e-tabacco-soltanto-due-morti-attribuibili-a-questa-sostanza-contro-150-mila-decessi-allanno-nella-sola-gran-bretagna.html).

Va da sé che la cannabis faccia male – https://it.wikipedia.org/wiki/Effetti_della_cannabis_sulla_salute.

Nessuno dice che la sua assunzione a scopi ricreativi faccia bene alla salute. Innanzitutto per il modo principale con cui si assume il principio attivo (THC), ovvero fumandola, spesso insieme ad altre erbe o al tabacco. La combustione e l’entrata di fumo caldo nei polmoni non fanno certo bene. Ma ci sono tanti altri modi per assumere THC – http://www.linkiesta.it/it/article/2014/02/16/diciotto-modi-per-consumare-la-cannabis/19599/

Però così come non tutti coloro che bevono sono alcolisti, anche coloro che fumano non diventano tutti dipendenti dalla cannabis (per la verità una minima percentuale, inferiore al 10%)

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Ci si può anche divertire insieme fumando cannabis

È l’abuso il problema, ma vale per tutte le sostanze. Nessuno si sognerebbe di proibire l’alcol, lo zucchero bianco o di limitare il cibo, nonostante la quantità di persone che ne abusa ogni giorno, con tutte le conseguenze per la propria salute, la sicurezza sociale, e le spese sanitarie comuni. Ma andrebbero ricercate le cause STRETTAMENTE PERSONALI che si celano dietro ad ogni abuso.

E questo dovrebbe, sempre a mio modestissimo parere, fare una società moderna, equa e evoluta: prendersi cura dei suoi cittadini, di tutti e di ognuno di loro.

Il proibizionismo ha sempre fallito e questo è un dato di fatto, ha solo incrementato il mercato nero, fomentando la trasgressione e facendo arrivare sostanze di dubbia provenienza, spesso tagliate con tanta robaccia (fumo con henne, erba seccata con ammoniaca ecc).

Non possiamo continuare a girare la testa e a non volerci occupare di un problema che esiste – ovvero l’assenza delle istituzioni nel dare informazione corretta e sostegno a chi ne ha bisogno e nel non voler affidare ad ogni persona la libertà di decidere per la propria vita.

È tempo di uscire dal bigottismo medioevale che ci contraddistingue ed iniziare a parlare seriamente di tutte le sostanze che ingeriamo nella nostra vita e di quanto esse pesino per la società in termini di salute, coesione sociale e sicurezza.thick-373064_960_720

Il problema, ripeto, non è la sostanza, ma le cause che ci sono dietro al loro abuso per “risolvere” i problemi della persona.

C’è sempre un problema dietro agli abusi, siano essi di cannabis, di eroina, di cibo o di alcol. E la solitudine negativa, l’isolamento, lo si può sconfiggere solo INSIEME.

Abbiamo tutti bisogno della libertà di scegliere come vivere, sia singolarmente che insieme. Ma siamo veramente insieme? E tu, cosa stai facendo per migliorare la coesione sociale e per informarti su ciò che ingerisci ogni giorno?

Buon cammino

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