Le ferite del corpo e la guarigione dell’anima

Sono appena tornato dalle ferie – quel periodo dell’anno sognato e agognato da tutti coloro che abbiano un lavoro. Un periodo in cui tutti vogliamo “staccare” e dedicarci ad altro che non sia il lavoro. Le ferie, o qualunque periodo in cui concentriamo la nostra attenzione su altro, permettono alla Vita di manifestare altri desideri, obiettivi e strade da percorrere.

Quest’anno, in linea con gli avvenimenti dello scorso anno, le ferie hanno portato ulteriore chiarezza del mio percorso, dandomi l’opportunità di riflettere a fondo sulle scelte fatte, sul mio rapporto con i miei fratelli e persone vicine e sulla direzione da dare alla mia Vita.

Un anno fa mia madre se n’è andata, 5 anni dopo mio padre. Vedere andar via fisicamente entrambi i genitori, specialmente dopo il secondo, ti fa sentire veramente orfano. Credi che certi momenti non arriveranno mai, i genitori li vediamo come eterni. Quando succede, non si è mai pronti e la Vita ci richiederà di cambiare direzione, spesso attraverso segnali così palesi da non poterli ignorare.

In questi ultimi mesi, ho avuto profonde, spesso anche conflittuali, discussioni con i miei fratelli circa la destinazione d’uso della casa al mare lasciataci dai nostri genitori. Da alcuni mesi ho acquistato la percentuale di uno dei miei fratelli, diventando proprietario al 75% di quella casa – il 25% restante rimane proprietà dell’altro fratello. È una casa a cui teniamo tutti, che ci ha visti crescere e nella quale tutti abbiamo favolosi ricordi famigliari e della nostra giovinezza.

Queste ferie sarebbero state l’occasione anche per un nuovo confronto sul futuro di quella casa. Ho pensato tantissimo a quella casa, alle modifiche interne che avrei voluto farci, a come avrei voluto usarla – insomma, sognavo, perché il desiderio più grande che ho è di avere l’opportunità di ridare vita nuova a quella casa, valorizzarla, renderla il mio luogo di riferimento e residenza e fare in modo che possa fruttare economicamente, essendo una casa grande con 2 appartamenti indipendenti.

Però, quando discuti di un bene comune, devi tenere in considerazione tutte le voci interessate, dal grande imprenditore, al piccolo operaio – tutti hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero e di essere ascoltati dagli altri.

Questo è ciò che non facevo: non ascoltavo. Ero talmente concentrato sulla mia idea, sul mio progetto, che lo vedevo come unico realizzabile, il migliore possibile, senza alcuna alternativa. Con in vista solo il mio traguardo, mi dimenticavo delle necessità degli altri e, nonostante il mio pensiero fosse di avere la migliore idea per la felicità di tutti, in realtà il mio atteggiamento dimostrava una grande insicurezza e desiderio di imporre la mia visione – forse per un desiderio sepolto di rivalsa famigliare.

Sapete com’è, no? Le dinamiche famigliari, specialmente tra fratelli, rimangono ben vive anche quando si diventa adulti. Le persone rimangono attaccate alle vecchie sensazioni avute con i fratelli che cercheranno di trasformare, spesso violentemente e inconsapevolmente, durante la maturità della Vita.

Purtroppo, o per fortuna, la forzatura del cambiamento non produce cambiamento, ma solo resistenza ad esso. Non si può forzare un cambiamento, in quanto esso è l’effetto manifesto di un’illuminazione interiore raggiunta attraverso la comprensione della resistenza che l’ambiente mette di fronte alla realizzazione del tuo progetto. Prima bisogna comprendere cosa ci sta dicendo la Vita – fermarsi e osservare, sentire, lasciare scorrere, vivere ogni emozione che esce, comprenderne il messaggio – poi potremo agire concretamente. Quando avremo imparato la lezione, il voto e la promozione della Vita arriverà senza dubbio e noi riconosceremo che il cambiamento che avviene è la normale risultante di tutto il cammino svolto fino ad ora.

Ma in che modo la Vita ci parla? Come possiamo comprendere il messaggio che ci porta?

Nel mio caso, per arrivare a farsi ben ascoltare, ho “deciso” di farmi male fisicamente. Vi racconto questa mi esperienza recente, sperando sia di aiuto anche a voi.

Premetto che non sono persona a cui capitano spesso incidenti fisici con tanto di ferite, specialmente se dovuti alla disattenzione.

Gli incidenti

Vi spiego cosa mi è successo:

  1. Alcuni giorni prima delle ferie, il mio cane ha avuto la bella idea di svanire magicamente mentre eravamo insieme nella zona cani vicino al fiume. È una cosa che fa spesso, ma di solito dopo pochi minuti si fa nuovamente rivedere. In quel caso, dopo più di mezz’ora di ricerche e chiamate, decido di andare a casa a prendere la bici per poterla cercare meglio. Ero notevolmente alterato e preoccupato. In un momento di disattenzione, non ricordandomi di aver appena fatto riparare i freni della bici, ho tirato il freno davanti (che prima funzionava appena), ribaltandomi come nelle migliori comiche. Una signora che ha assistito alla scena non sapeva bene se ridere o preoccuparsi – poi l’istinto umano di prendersi cura del prossimo è venuto fuori e la signora mi ha assistito.

Risultato: dolore alla mano destra, proprio sotto al pollice (al Monte di Venere –

Figura Monte di Venere

immagine) e all’alluce (osso) del piede destro. L’incidente alla mano mi ha causato difficoltà e minor controllo nel maneggiare gli oggetti, ridotta opponibilità del pollice destro e stretta poco efficace. Il piede mi ha causato qualche problema nel camminare.

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  1. Dopo pochi giorni, il dolore al piede destro stava svanendo. Il giorno dell’arrivo di mio fratello alla casa al mare di cui sopra, durante il nostro saluto, mi arriva da parte sua, in maniera ovviamente involontaria, un pestone clamoroso, proprio sullo stesso ditone del piede.

Risultato: nuovo dolore lancinante e difficoltà nella deambulazione.

  1. Durante un bagno in mare, facendo un po’ il cretino con mia figlia, cado e mi appoggio sulla mano destra, stesso punto esatto dove avevo sbattuto.

Risultato: dolore assurdo per un paio di giorni e continue difficoltà ad usare propriamente la mano, Tutto da rifare.

  1. Pochi giorni prima della fine delle ferie, dopo aver già discusso ampiamente della casa, anche in maniera poco gentile e, da parte mia, con poco ascolto verso le istanze di mio fratello, arriva il terzo incidente.

Durante uno scivolo acquatico, fatto insieme alla figlia di 8 anni di un’amica, in eccesso di cura e protezione per questa bambina e un po’ di disattenzione bassa valutazione dei pericoli, mi sono trovato con il mio mento troppo vicino alla sua nuca. Alla fine della discesa, l’impatto con l’acqua ha causato l’infelice incontro tra il mio mento e la nuca della bambina. Lei se n’è uscita con un bernoccolino, io sanguinante con un taglio nel mento, lato destro.

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Risultato: taglio necessitante di cure, dolore durante masticazione e parola.

  1. Penultimo giorno di ferie: camminavo con mia figlia, di sera, per tornare a casa. Indossavo le ciabatte, dato che le mie scarpe erano rimaste fuori durante il diluvio della notte precedente ed erano inutilizzabili. Insomma, non noto un rialzo nel marciapiede di cemento dovuto ad una radice e ci vado diretto di piede destro, urtandomi notevolmente l’alluce, parte alta, cuscinetto sopra l’unghia.

Risultato: taglio nell’alluce destro, cure e maggiori difficoltà nel camminare.

Nonostante la Vita abbia avuto bisogno di ribadire, nel caso di piede e mano, la necessità di mettere attenzione su di loro e su ciò che significano, tutti questi incidenti non hanno avuto conseguenze gravi, dopo una settimana dall’ultimo avvenimento sono già guarito. Tutto è tornato a posto da un punto di vista fisico. Ma come si può arrivare ad una comprensione spirituale?

Le discipline olistiche, come ci aiutano in casi come questo?

Come alcuni di voi sanno, nel mio percorso mi sono interessato anche alle discipline olistiche orientali, in particolare la Riflessologia Plantare, la Pranopratica e il Massaggio Olistico. Queste discipline, di completamento rispetto alla medicina convenzionale, permettono una visione diversa della malattia, o di uno stato di malessere, o di incidenti che capitano in sequenza, nella stessa zona del corpo, in un breve lasso di tempo, per permettere la comprensione di un messaggio che va oltre il mero dolore fisico. Come detto prima, la Vita ci parla attraverso il corpo. Quello che ci accade, se compreso nel profondo, ha un messaggio ben chiaro che serve solo a permetterci di fare un salto spirituale, per noi stessi e per la vita con gli altri.

Vediamo con ordine le zone interessate e il loro significato generale:

Lato destro del corpo:

La parte destra del corpo è comandata dall’emisfero sinistro del cervello e rappresenta gli aspetti maschili della personalità: pensiero logico e razionale, autorità, aggressività (forza YANG).

In sintesi, tutto ciò che riguarda la parte destra del corpo indica il nostro modo di affrontare la vita in modo razionale e logico. Un eccesso di questa visione conduce all’incompletezza della Vita. Una vita in equilibrio è la risultante armoniosa della visione dell’emisfero sinistro (femminile, ricettività emotiva, pensiero olistico) e destro (maschile).

Immagine correlata

Piede e sistema locomotorio:

Il corpo possiede una struttura dinamica e statica, una struttura architettonica che garantisce il sostegno pur consentendo il movimento: l’ossatura; vi è poi un “motore” che permette i movimenti meccanici, gli spostamenti, e la postura: la muscolatura. Le ossa, a livello simbolico, sembra rappresentino i sistemi organizzativi entro cui viviamo: l’autorità, il sostegno materiale, affettivo e sociale; riguarderebbero anche la struttura personale in fatto di pensieri, principi e convinzioni. In gergo si suol dire “farsi le ossa”, che al principio della vita è funzionale alla sopravvivenza, perché è ciò che dà solidità e struttura.

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Il piede in sé indica comprensione, fermezza, costanza, radicamento (e radice famigliare), umiltà, persistenza, accoglienza. ”Prendere piede nella vita”, avere il senso di realtà, sostenere un punto di vista. ”Stare ai piedi di qualcuno”; “essere un lecca pied”, “calpestare gli altri”, definendo attraverso i piedi la gerarchia sociale. Oppure “osservare dove si mettono i piedi”, concentrarsi sui passi che facciamo invece che sulla destinazione. In riflessologia plantare, l’alluce destro rappresenta la “testa”!

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Testa/bocca e sistema gastrointestinale:

La META’ SUPERIORE DEL CORPO ha la funzione di comunicare, esprimere, respirare, vedere, pensare, accarezzare, percuotere.

La nutrizione può essere definita come l’insieme degli scambi che avvengono tra l’organismo e l’ambiente circostante, al fine di trasformare la materia in energia necessaria a mantenere in vita l’organismo. Questo avviene tramite una serie di operazioni, svolte da organi differenti funzionali a realizzare il metabolismo all’interno di ciascuna cellula. La digestione sembra avere un’analogia con le funzioni cerebrali, perché il cervello elabora e digerisce le funzioni non materiali del mondo.

La bocca, di per sé, rappresenta accettazione: apertura verso nuove idee, ciò che si desidera ricevere, o ciò che si desidera “addentare”, per es. prendere una decisione. La bocca è anche il luogo in cui decidiamo “cosa deve entrare” e cosa “deve uscire”, sia per il cibo ma soprattutto per le emozioni e le energie. Il mento rappresenta anche la zona della faccia che rappresenta gli organi genitali (legame con la famiglia).

Mano:

Prendere possesso, afferrare; protezione, aiuto “mettere la mano sopra la testa di qualcuno”; “tendere la mano”; cogliere stimoli e idee; toccare, comprendere e lasciar andare; dare e prendere; rendere fattuale ciò che è stato pensato, “prendere in mano la vita”. La mano è il nostro strumento principale, essendo gli umani dei manipolatori, ovvero organismi che trasformano qualcosa in qualcos’altro. La mano ha la funzione di afferrare, di stringere, di chiudere. Un uso eccessivo della “mano” può indicare una tendenza alla manipolazione e sopraffazione dell’altro, facendoci restare chiusi nelle nostre idee. Il monte di Venere, ossia il rilievo di carne alla base del pollice, arrotondato dalla linea della vita, rappresenta la capacità che abbiamo di essere amici e amare, apprezzare la bellezza in tutti i suoi aspetti e di avere una buona e robusta costituzione fisica.

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Solo una mano aperta può raccogliere i frutti. La mano chiusa può solo tenere, ma più stringi e meno resta.Risultati immagini per mano chiusa sabbia

Quale realizzazione?

Questi incidenti sono avvenuti tutti nell’arco di due settimane e all’interno di un contesto famigliare. Al momento degli avvenimenti, ero concentrato solo sulla mia visione della casa di cui sopra e consideravo la mia idea come l’unica attuabile. Stavo accelerando i passi, pensavo troppo, volevo forzare la mano per mio vantaggio.

Questi incidenti mi hanno riportato nella realtà. Il dolore infatti possiede la caratteristica di riuscire ad importi di mettere tutta la tua attenzione su di esso, non pensando più ad altro, ma solo al dolore e a come farlo passare. Consideriamo il dolore come qualcosa di negativo, qualcosa che ci disturba e che ci impedisce di portare avanti la nostra vita come avevamo previsto. Il dolore è il disturbatore dei nostri piani, sia esso fisico o emozionale. Ci fa capire che qualcosa non quadra, che siamo dentro una disarmonia che si manifesta nelle nostre azioni, parole e gesti.

Se comprendiamo che siamo noi stessi gli artefici della nostra Vita, capiamo subito che ogni avvenimento o serie di avvenimenti ci permettono di fermarci ad ascoltare. Ascoltare noi stessi, la parte profonda e pura della Vita che ci guida verso la nostra personale illuminazione.

Ogni ferita, di ogni tipo, ci comporta il disagio di essere impossibilitati, limitati o rallentati a fare un certo movimento.

Dobbiamo quindi ragionare in maniera analogica, riportando alla nostra vita quello che un certo organo o appendice del nostro corpo compie: questo male, cosa mi impedisce di fare come prima? Quando è avvenuto? Come stavo vivendo in quel periodo? A cosa pensavo? Quali erano le mie preoccupazioni?

Da tutto questo ho compreso il seguente messaggio:

Testa/bocca:

Limitazioni: La ferita alla testa/bocca lato destro mi ha limitato nel masticare (buttare giù) e nel parlare (buttare fuori). Inutile dire che la mia attenzione fosse concentrata lì. Anche a dormire avevo problemi. Dovevo mettere molta cura per incentivare la guarigione della ferita, essendo in un punto un po’ sfigato (presenza della barba).

Messaggio:

  • Allenta il pensiero razionale e puramente logico, trasforma la paura dell’insuccesso in fiducia verso le possibilità infinite dell’Universo e nel potere magico dei tuoi desideri.
  • Controlla bene e sii consapevole di ciò che entra nella tua bocca, ma soprattutto di ciò che ne esce.
  • Metti cura e ordine nei tuoi pensieri e nelle tue parole.
  • Chiudi un po’ la bocca e apri le orecchie.

Piede:

Limitazioni: difficoltà nel camminare i primi giorni, cosa che è aumentata in seguito al pestone del fratello, portando la mia difficoltà fino alla fine della vacanza.

Messaggio:

  • Dona amore alla tua radice (famiglia), lasciando agli altri membri il loro spazio per espandersi (se stai troppo vicino a chi ti saluta e non gli dai spazio, un pestone ci può stare)
  • Non concentrarti sulla meta del tuo cammino, ma goditi il paesaggio
  • Stai attento a dove metti i piedi
  • Cammina con calma e senti ogni passo

Mano:

Limitazioni: Difficoltà nello stringere qualcosa (anche la macchinetta del caffè, dramma!); limitazione che dura tuttora, dopo 20 gironi, anche grazie alla seconda botta nello stesso punto.

Messaggio:

  • Allenta la presa
  • Mettiti in condizione di apertura e raccolta (mano aperta)
  • Rilassati e abbi fiducia
  • Apriti a nuove idee
  • Aumenta la tua capacità di essere amico e di amare
  • Apprezza la bellezza in tutti i suoi aspetti
  • Prenditi cura della tua costituzione fisica

Se niente è a caso, allora tutto ha un senso.

Non so se davvero queste ferite nel corpo mi abbiano condotto alla guarigione spirituale, ma diciamo che hanno stimolato un nuovo percorso di ricerca in me – a tal punto che, l’ultimo giorno, ponendomi in condizione di ascolto, ho avuto una visione completamente diversa di tutta la situazione, della casa, del rapporto con mio fratello, di ciò che desidero per la mia Vita. Possibilità che finora non avevo nemmeno considerato, eppure si trovavano proprio lì, davanti ai miei occhi. Ma io ero cieco e sordo.

Perché solo con mente aperta possiamo osservare il mondo nella sua realtà

Solo valutando bene ciò che lasciamo entrare possiamo evitare di ammalarci

Solo parlando poco e con consapevolezza, con il desiderio di comprendere e condividere, possiamo creare una vita felice insieme agli altri, senza far mancare niente a noi stessi

Solo con una mano aperta possiamo raccogliere qualcosa

Solo camminando con calma e osservando il paesaggio possiamo costruirci la strada sulla quale camminare in piena sicurezza, condividendo il camino con gli altri.

Tutto viene a noi per una ragione

Tutto arriva perché lo chiamiamo e ne abbiamo bisogno

Tutto è utile alla comprensione di noi

Ogni cosa che percepiamo come negativa, porta con sé, in realtà, il miglior messaggio positivo che potessimo ricevere.

Nei momenti bui, meglio accendere la luce che maledire l’oscurità.

Niente ci viene negato, se non da noi stessi

Buon cammino, ognuno sulla propria strada e tutti sulla stessa

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