La vera ricchezza

Eccomi di nuovo qua…

In questi ultimi tempi sto scrivendo un po’ meno – o comunque pubblico di meno

Il mio “vero” lavoro mi ha impegnato nei mesi scorsi con la scrittura di un grosso progetto.

È veramente una sensazione di profonda soddisfazione portare a termine un impegno, specialmente quando sei stato tu a proporlo, a combattere per esso, a cercare i collaboratori, a documentarti e a scriverlo.

Lo scoglio che ti si para davanti non è mai insormontabile, al massimo può esserlo la tua volontà di scavalcarlo. Continua a leggere

Buon risveglio!

caffeBuongiorno,
sono al bar. Bevo un sorso di caffè. Sette del mattino. Freddo. Buio, troppo buio dentro. Sfoglio distrattamente quotidiani ancora caldi di stampa. Fa parte del mio lavoro. Troppi pensieri invadenti si scontrano, si mescolano, confluiscono l’uno nell’altro, si girano intorno l’un l’altro rigonfiandosi. I Soliti Pensieri, accompagnati da immagini ed emozioni note, ripetute, abitano quella che Gurdjieff chiamerebbe “la mia casa”. Caro, vecchio baffone. Hai ragione, io non ci sono, ed è già una fortuna se riesco ad accorgermene… Ma che ci faccio qui? A servire il caffè c’è una bella ragazza, la guardo senza che se ne accorga. Non vorrei essere come quei tipi da bar che guardano le belle ragazze!… Ci vuole uno spostamento. Quel pigro osservatore dentro me si alza dalla sua poltrona, dicendo: “Scusate signori, ci vuole un po’ di silenzio, un po’ di calma in casa mia!” Soliti Pensieri ascoltano, si calmano e lo esaminano, come in attesa di qualcosa.

La calma in casa mia è prima desiderio, poi atto di volontà.

Intanto sorseggio il mio caffè. Fuori le macchine sfilano nel traffico mattutino. La ragazza si accorge che la sto guardando. È bella davvero… Sì, la pace di cui ho bisogno è possibile. Posso stare qui, nell’attimo vivo, e poi in quello successivo, e poi in quello dopo ancora. Anche io adesso sono come in attesa di qualcosa. Pago… Ma il caffè aumenta sempre? “Buon risveglio” mi dice la ragazza. Mi sta richiamando alla Vita. Le sorrido. Soliti Pensieri stanno in silenzio. Esco in strada, ho un appuntamento con il direttore di un quotidiano. Mi ha comprato un pezzo sul traffico pedonale in città. “Scusate signori, ci vuole un po’ di silenzio…” Davanti a me infinite possibilità. Qualsiasi atto compirò oggi, ci sarò per davvero. Esserci significa decidere di abitarsi. Di non essere abitati. Significa essere vivi.

Allora la mia casa sarà in ogni dove.

Luciano Cercatore

Riflessione sulla situazione italiana

Povera piccola Italia che non ami i tuoi figli

Come una madre snaturata, non fai crescere le giovani menti, non costruisci libertà, ma continui ad essere imprigionata in politiche medioevali e in una burocrazia che non sembra creata da te per i tuoi figli

I cittadini italiani non sono cittadini, ma sudditi, come lo sono sempre stati. Inneggiano alla libertà, al rispetto, all’amore ma fondamentalmente cercano qualcuno che li guidi, qualcuno che dica loro cosa fare, cosa pensare, cosa credere. Questi siamo noi, per quanto ognuno si professi libero, per quanto ognuno di noi si indegni per dei comportamenti considerati moralmente non accettabili, per quanto ognuno di noi si arrabbi e si rassegni ad un sistema che manca di vero senso civico, di leggi e di pratiche che favoriscano una felice convivenza, uno sveltimento della burocrazia. Rispondiamo: siamo cosi, che ci vuoi fare? Io voglio cambiare questo paese, voglio che un ministro che si dichiara per la semplificazione, invece di bruciare scatoloni, a dir suo, pieni di leggi inutili, riesca a creare un sistema in cui non si debba perdere un’intera giornata (e più) per chiedere un duplicato della patente, in cui un unico ufficio si possa occupare di tutto, in cui ci sia una vera informatizzazione della burocrazia, in cui si possa andare a lavorare sereni, senza dover spendere soldi e tempo in permessi dal lavoro e in code agli uffici. Sogno un paese normale, moderno, che si stacchi dal dover pagare i bollettini postali, in cui ci sia fiducia nelle persone, in cui si possa portare una solo foto ogni 5 anni per tutte le pratiche che la richiedono.

Voglio un paese che stimoli la crescita culturale, che ritenga che i veri cittadini siano coloro che riescono a concepire un pensiero astratto senza doversi per forza allineare alla credenza data dalla tradizione. Un paese i cui cittadini sanno perché studiano, perché sono stimolati a leggere, a conoscere, a prendersi cura dei propri beni culturali e degli altri cittadini.

Voglio un paese che accolga lo straniero e chi è in difficoltà, senza farlo per pietà, ma per vero amore per il prossimo. In quanto l’amore per il prossimo non è legato ad alcuna credenza religiosa, è propria dell’essere umano, come lo è, d’altra parte, anche il cercare di schiacciare il debole per ottenere un immediato e breve beneficio.

Voglio un paese che pensi al futuro e che non miri a sopravvivere al presente; un paese che si renda conto del potenziale dei propri figli e dell’immenso patrimonio culturale che i nostri antenati ci hanno lasciato e che non lo faccia morire giorno dopo giorno.

Voglio un paese che la smetta di promuovere la cultura del furbetto ma che la sostituisca con il rispetto.

Voglio un paese in cui non ci sia più rassegnazione per le buche sulle strade, per i ritardi dei treni, per l’abuso delle auto, per la mancanza di mezzi pubblici, per l’ingerenza della religione nella vita dei cittadini, per i politici cosi al di fuori della vita di ogni giorno dei propri cittadini, per la burocrazia che affonda lo sviluppo economico, per tutti i soldi che dobbiamo pagare per dei servizi che non esistono, per la corruzione, per la mancanza di fondi alla scuola, alla ricerca, alla cultura, per la mancanza di promozione del rispetto vero tra le persone, come persone, per la mancanza di promozione del libero pensiero e dell’autodeterminazione, cosi come del proprio pensiero astratto sui temi che vanno oltre la vita su questa Terra. Voglio un paese che conosca senza filtri la propria storia, senza dover promuovere questo o l’altro gruppo; tutti siamo stati responsabili di ciò che viviamo adesso, inutile dire, io no!

Sta proprio nella nostra cultura l’aver creato ciò che stiamo vivendo, lo vediamo nei gesti che facciamo ogni giorno. Essi sono talmente radicati in noi che nemmeno ci accorgiamo di ciò che possono creare. Una persona fa tanto, ogni gesto crea una catena di eventi. Ma questo a noi non interessa, essendo cosi abituati ad ottenere il beneficio del furbetto, specialmente nelle cose che riteniamo insignificanti. Chi di noi non ha mai parcheggiato in seconda fila, che tanto è solo per un momento?, chi non ha mai infranto le regole del viver civile, tanto chi vuoi che se ne accorga, tanto sono regole inutili? Chi non hai mai giudicato il pensiero degli altri, anche quando quest’ultimo non influiva in alcun modo sul proprio modo di vivere? Chi non ha mai cercato un conoscente in una posizione di potere che potesse dargli una mano? Chi non ha mai buttato una carta per terra? Chi non ha mai evitato di pagare un parcheggio, sperando che non gli venisse fatta la multa? Chi non hai mai fatto una sgarro, sapendo di sgarrare e, ripreso da qualcuno, invece di scusarsi, ha inveito contro chi l’aveva “beccato”? potrei continuare all’infinito…

Questi piccoli gesti quotidiani sono parte di noi, come popolo, come cittadini, come sudditi di quel potente e/o della chiesa cattolica. Chi si libera dal giogo di un potente, reclamando a gran voce la propria indipendenza, quasi sicuramente cadrà nelle maglie di qualcos’/qualcun altro che saprà manipolare la sua mente spacciandogliela per vera libertà. Manchiamo del coraggio di rompere le catene che da quando siamo su questa penisola hanno dominato la nostra vita. Dai romani alla chiesa, da Mussolini a Berlusconi, ciò che ci unisce come popolo è il desiderio di non pensare, di non creare, di non volere dei governanti che non siano privilegiati ma onerati delle loro cariche. Essere un politico non deve essere un privilegio, ma un grosso onere, deve essere un lavoro temporaneo di servizio, non di elevazione sopra alle masse. Terminato questo, bisogna tornare al proprio mestiere di cittadini, convinti di aver contribuito a migliorare la situazione di tutti.

Questo paese sta morendo sotto i colpi dei suoi stessi cittadini, non diamo la colpa ai politici attuali, essi sono  solo l’effetto di tutto ciò che abbiamo messo come cause noi stessi, in tutta la nostra storia.  Inutile sentirsi al di fuori della massa, sentirsi uno dei soliti “4 stronzi” che ragionano in modo diverso. La soluzione per uscire da questa situazione e creare veramente un paese di cui esser fieri è tanto semplice quanto difficile da attuare. La soluzione sta semplicemente nel modo di vivere di ognuno di noi. Siamo cosi assuefatti, cosi abituati, cosi rassegnati che miriamo a sopravvivere, a cercare di rubare le briciole agli altri topi che stanno con noi sotto la tavola, aspettando, nuovamente, un qualche tipo di salvatore che ci faccia uscire da questo inferno. L’inferno siamo noi, ognuno di noi. Fino a quando non capiremo profondamente che le politiche che finora abbiamo seguito ci hanno portato a questo punto e non decideremo di staccarci da questa ripetitività dell’agire e del pensare, la nostra situazione non farà altro che peggiorare.

Coloro che ci hanno dominato hanno solo saputo cogliere ciò di cui avevamo bisogno e lo hanno sfruttato a proprio vantaggio, spacciandolo per beneficio comune. La dominazione della chiesa cattolica ha potuto durare cosi tanto solo perché noi glielo abbiamo permesso, perché non ci siamo mai rivoltati contro di essa, perché non abbiamo mai sviluppato un nostro pensiero personale, indipendente. Non leggiamo, non studiamo, non esploriamo vie a noi sconosciute del pensiero e dell’essere, non apriamo la nostra mente e la nostra vita ad altre strade, non apriamo la nostra vita a ciò che riteniamo, erroneamente, diverso da noi. Odiamo il dubbio perché ci spinge alla ricerca, odiamo la ricerca perché è faticosa e ci fa vedere spesso parti di noi che nemmeno pensavamo esistessero. Cerchiamo solo sicurezze date dall’esterno, cerchiamo la vita facile. Ma quello che troviamo, inevitabilmente, è solo un’ulteriore complicazione della vita ed una più profonda estraneazione tra di noi. Viviamo insieme, ma non ci amiamo, non ci rispettiamo, non ci sopportiamo. Seguiamo vie che sembrano facili, soldi, successo immediato, scorciatoie, apparenza, dedizione a messaggi che nemmeno conosciamo ma che siamo abituati a sentirci ripetere, tanto da sembrare veri. Vogliamo essere al di fuori della massa, ma ci comportiamo come un branco di pecore. Siamo un popolo pieno di contraddizioni, ce ne rendiamo conto, ma crediamo di non avere il potere di cambiare le cose. Sbagliamo, e profondamente. Ciò che viviamo, dentro e fuori di noi,  non è altro che lo specchio di ognuno di noi.

Non dobbiamo fare confronti con gli altri paesi, essi hanno la loro propria storia. Noi italiani dobbiamo trasformare il nostro paese partendo da ognuno di noi come italiano o come non italiano che vive e produce qui con noi. La responsabilità di ciò che troveranno i nostri figli sta a noi, adesso.

Io non voglio dare consigli, ma solo indicazioni, spunti di riflessione. Non voglio dare colpe, ma responsabilità. Vorrei che ognuno di noi si interrogasse sul proprio modo di vivere, sui propri gesti quotidiani, sul proprio rapporto con gli altri, su come risponde, su (e se) come agisce per il bene comune. Vorrei che ognuno di noi si fermasse un attimo nel corso della propria giornata, trovando quei pochi minuti per stare in compagnia di se stesso, per ascoltarsi, per vedere cosa esce dalle profondità della propria vita. Bastano pochi minuti al giorno per trasformare un’intera vita. Vorrei che ognuno di noi riuscisse a sentire ciò che trasmette al mondo attorno a sé, che riuscisse a toccare con mano dove va a cadere il suo pensiero, dove corrono le sue idee. Vorrei che ognuno di noi avesse il coraggio di leggere un libro che parla di cose che ritiene profondamente diverse da ciò che ritiene il suo normale modo di vivere, che gli piaccia o no, avrà fatto un passo in avanti, avrà aperto un po’ di più la propria vita. Vorrei che chi si professa religioso (di qualsiasi religione) esplorasse il pensiero religioso che dice di seguire, che conoscesse la storia della propria religione. Vorrei che i genitori e gli insegnanti non inculcassero le proprie idee ai figli e agli studenti ma che li lasciassero liberi di svilupparsi autonomamente, essendo per loro solo una guida, un controllore il più possibile neutro. Vorrei che ognuno di noi si sentisse davvero diverso da tutti gli altri ma non per questo disunito. Vorrei che capissimo quanto potente e pieno di conseguenze sia ogni nostro piccolo gesto. Vorrei che le persone imparassero a parlare con gli estranei e a scambiare di più idee, opinioni, esperienze di vita, perché il modo migliore per imparare a vivere è la condivisione e non l’imposizione del proprio pensiero. Vorrei che ognuno di noi si prendesse cura del proprio paese, ritenendolo patrimonio di tutti, contribuendo cosi alla sua salvaguardia e protezione. Vorrei che ogni luogo del nostro paese fosse la casa di tutti. Vorrei che ognuno di noi si prendesse la responsabilità delle proprie idee e del proprio credo, facendo in modo che esso basti e se stesso e non che lo voglia imporre agli altri, sentendolo cosi, “un po’ più vero”. Vorrei che ognuno di noi capisse che la disuguaglianza sociale porta solo al conflitto e che ognuno combattesse per il rispetto di ogni individuo. Vorrei che imparassimo a pensare al futuro come ad un periodo d’oro, perché cosi sono le cause che stiamo mettendo adesso. Vorrei che ognuno di noi fosse libero di fare ciò che più gli piace, senza per questo sentirsi giudicato da chi si eleva a giudice morale; nessuno ha e mai avrà questa autorità. Vorrei che chi ritiene di avere potere sulle persone, lo usi per far diventare gli altri persone indipendenti e che non usi il suo potere per avere dei benefici; se fai crescere qualcuno la vita stessa saprà ricompensarti adeguatamente ed in maniera molto superiore a ciò che puoi ottenere nell’immediato. Vorrei che ognuno di noi sapesse accontentarsi di ciò che ha e che lo reputi un tesoro da scambiare con gli altri. Vorrei vedere che ciò che ci circonda, sia esso un palazzo storico o un parco naturale, sia curato e reso disponibile per il bene comune. Vorrei vivere in paese che cura la vita ma che rispetta la libera scelta di ogni individuo perché sa che ognuno di noi saprà prendersi la piena responsabilità delle proprie azioni.

Probabilmente direte che sono un idealista e che vivo nell’utopia, forse è vero. Ma ritengo che senza ideali e senza utopia la vita stessa sia qualcosa che non vale la pena vivere. Possiamo cambiare in qualunque momento, basta iniziare, senza aspettare che qualcuno ci dia il via o che siano gli altri a farlo prima di noi.

 

Vic Spark

con il nuovo anno è arrivato un nuovo personaggio nella mia vita…un cagnolino che ho chiamato Vic Spark, scintilla..per quello che ha causato in me appena ci siamo visti…

sarà una grande aventura che voglia vivere con pieno impegno e amore, per far si che Vic Spark abbia una vita meravigliosa e felice, una vita in cui insieme saremo protagonisti di tante avventure… voglio che cresca con me, che diventi il mio alleato, il mio compagno, il mio amico

E’ il momento di costruire, sono voluto tornare fortemente a Firenze perchè qua io voglio vivere, qua voglio ampliare ancora la mia vita e so che Vic Spark sara’  un grande inizio e un grande compagno per me, come io lo saro’ per lei

gia’ sembra che si stia ambientando, sente una buona atmosfera in casa con me e già gli piace Mozart 🙂

non potevo iniziare il 2011 in modo migliore…ho voglia di dedicarmi a lei come ho voglia di iniziare il nuovo lavoro e piano piano, giorno per giorno ricostruire tutta la mia vita…

grazie Vic per essere con me

La libertà religiosa

Dopo i tristi avvenimenti della recente persecuzione dei cristiani nei paesi musulmani, faremmo bene ad interrogarci seriamente su come da noi, nella libera Italia, vengono trattate le persone che decidono, in piena libertà, di seguire un credo diverso da quello cattolico..E’ assolutamente giusto che le persone nel mondo se vogliono seguire il cattolicesimo siano libere di farlo senza alcuna paura.. ma se desideriamo libertà dobbiamo prima di tutto riuscire a darla a chi, nel nostro paese, si trova in una condizione di minoranza, esattamente come i cattolici nei paesi a maggioranza musulmana o sotto un regime..

nel nostro paese, coloro che si professano cattolici sono per la maggior parte contrari alla costruzione di moschee e minareti sul suolo italiano (in Svizzera sono arrivati addirittura a fare un referendum per vietare la costruzione di minareti – hanno vinto ovviamente), in quanto li ritengono luoghi non di preghiera, ma di formazione di terroristi che non vedono l’ora di farsi esplodere da qualche parte nella nostra cara terra…non conoscono il Corano, la Torah o qualsiasi altro testo religioso..molti non hanno nemmeno mai aperto la Bibbia

Ora, andando anche un po’ a vedere la storia, direi che i cattolici hanno proprio un bel coraggio..per 1700 anni hanno impedito qualsiasi altra forma di credo che non fosse il cristianesimo (e la sua forma estrema, il cattolicesimo) tramite mezzi che, ahimè, tutti ben conosciamo… hanno sempre vissuto in una condizione di dominio e hanno avuto la presunzione di andare ad esportare il loro credo nelle popolazioni indigene di altri continenti, i cui abitanti sovrani si sono visti imporre un credo a loro estraneo con la forza e con la distruzione dei loro idoli e delle loro tradizioni da soldati e feroci missionari. Di sicuro non per libera scelta. A noi hanno sempre raccontato la favoletta che essi sono stati elevati da una condizione primitiva per giungere al Vero Verbo, alla vera parola di Dio. Cazzate madornali che la storia e gli storici veri hanno registrato. Gli esseri umani dimenticano, la storia no. Basta avere il coraggio di leggere la storia non filtrata dalla propaganda e avere un minimo di apertura mentale e criticità

Nei paesi dove i cattolici si trovano in minoranza, forse farebbero bene ad adeguarsi alle leggi del luogo in cui sono, entrando piano piano nei circuiti della società e facendo vedere che essi non sono pericolosi come li dipingono ma che desiderano solo professare la loro fede, in piena autonomia senza voler imporre alcunchè ai paesi che li ospitano. Allo stesso modo come cercano di fare le minoranze nel nostro paese. Ricordiamoci che anche da noi l’intolleranza verso i neri, i musulmani, i gay e i non cattolici ha raggiunto dei livelli mai visti…. Gli stranieri non cristiani da noi cercano di vivere in pace, cercano di professare la loro fede in sincerità per il loro bene (e per il nostro di conseguenza), ma trovano solo porte chiuse, costretti spesso a pregare negli scantinati perchè la popolazione ignorante gli è ostile.

Credo che se vogliamo apertura dobbiamo essere i primi a darla, senza imposizioni, senza pretendere alcunchè. Dobbiamo educare i nostri leader, dobbiamo scegliere i nostri leader, se proprio li vogliamo…questo papa parla di libertà religiosa solo quanto il cattolicesimo si trova in una condizione di minoranza, ma nel nostro paese egli non si è mai battuto per la libertà religiosa delle persone non cattoliche. Se avesse davvero a cuore la libertà religiosa dovrebbe battersi in primo luogo nel paese che ha dato a lui e ai suoi seguaci uno stato, togliendolo al territorio italiano. In Italia non c’è educazione religiosa, non si conosce altro se non il credo cattolico (e spesso nemmeno per conoscenza diretta ma solo tramite cio’ che dicono i preti), non si parla mai, se non in termini negativi di Islam, non si vedono mai trasmissioni di confronto religioso, solo trasmissioni pesantemente di propaganda come “a sua immagine”, molta gente ritiene che gli stranieri se vengono qua debbano pregare il “nostro Dio”. C’è una profonda ignoranza religiosa e un clima di paura verso chi viene identificato come “religiosamente diverso”. Questo nella, sulla carta, laica Italia.

Si dice che il passato torni sempre per riscuotere e sempre piu’ incazzato nel tempo… coloro che si professano cattolici farebbero molto bene ad interrogarsi su come si pongono verso chi chiede libertà religiosa in Italia prima di chiedere libertà religiosa per loro negli altri paesi.

Cio’ che di atroce hanno fatto non è stato cancellato dagli annali della storia umana e i debiti che essi hanno verso l’umanità tutta hanno ancora da essere pagati

W la libertà religiosa, ma quella vera, per tutti

Basta con i privilegi per un unico credo in Italia, l’Italia è un paese multietnico e il riconoscimento di questo passo in avanti , di questa apertura sarà la salvezza per tutti tramite ogni persona che ritenga che il messaggio e la pratica religiosa (qualsiasi) possano davvero dare all’essere umano gli strumenti per una vita felice e ricca

Il cercatore

Illuminarsi per cosa? Ricercare il miglioramento personale, per cosa??
Intraprendere un percorso di miglioramento, con il fine unico di poter stimolare le persone ad essere libere ed indipendenti, scatenerà senza dubbio il rifiuto e l’ostilità delle persone che sono ad un livello energetico più basso. Vi attaccheranno, vi criticheranno credendo che vi consideriate migliori di loro, filosofi con tutte le risposte sulla Vita, senza pensare che voi, come loro, avete i vostri dubbi e, alla fine, nessuna vera certezza. I miseri vi isoleranno e non avranno argomenti da scambiare con voi.

Illuminarsi per cosa se il mondo vive nell’oscurità?

Illuminarsi e cercare la propria verità stimolando gli altri, per cosa, se le uniche cose che veramente interessano le persone sono i soldi, il divertimento, trovare qualcuno che ti ami e vivere una vita nella sicurezza della normalità (ma cosa è davvero normale?), obbedendo a leggi che altri hanno deciso e che ci obbligano a seguire? Queste leggi vengono spacciate per il nostro bene ma servono solo a mantenere l’ordine costituito ed il popolo un gregge di pecore.

Colui che decide di intraprendere un percorso di ricerca della verità e di miglioramento personale deve rendersi conto che la sua ricerca non troverà mai una fine, che il suo desiderio di verità e d’amore non sarà mai appagato. Non perché non trovi le risposte che cerca ma perché la sua Vita sarà sempre in movimento, caratterizzata da continue illuminazioni e nuove scoperte che daranno al cercatore sempre nuovi stimoli per la sua ricerca. Questo percorso rende il cercatore estraneo alla maggior parte dell’umanità, richiusa in un’oscurità che si camuffa da luce divina. Il cercatore diventa cosi un estraneo al mondo, egli continuamente si interrogherà sul perché, in un universo cosi meraviglioso, le persone vivano delle vite cosi povere, accontentandosi delle briciole, mentre sopra le loro teste viene consumato un enorme banchetto senza fine. L’uomo oscurato vede solo ciò che ha davanti agli occhi, e le briciole di cui si nutre le scambia per tutto ciò che la Vita ha da offrirgli.

Voi cercatori della vostra verità, vi elevate, scavate enormi gallerie dentro di voi, leggete, meditate e studiate, vivete osservando la  meraviglia della vita e non riuscite ad accontentarvi. Cercatori sempre in moto che apprendete una lezione da ogni avvenimento della vostra vita, perché sapete che non esiste differenza alcuna tra la vostra vita e l’Universo.

Le persone oscurate, i miseri e bassi esseri umani, coloro cercano solo la sicurezza dell’immobilità, difendendosi dietro all’illusione di non poter trasformare le proprie vite. Credono di seguire qualche essere superiore o guru sperando che indichi loro la strada, le cose a cui pensare, le parole da pronunciare. Cercano sicurezza ma non comprendono che la piu’ grande sicurezza sta proprio nel non avere certezze se non quella della propria vita e delle proprie opportunità. Voi li osservate e provate una profonda compassione.

La ricerca individuale presuppone la completa distruzione delle credenze acquisite durante l’infanzia, il tornare ad essere “poveri di spirito” (come diceva Gesù – grande illuminato mal interpretato), l’espansione della propria vita leggendo e studiando le verità individuali raggiunte da uomini e donne illuminate nel corso della storia e la formulazione del proprio credo e pensiero individuale. Questo processo è continuo e non darà mai al cercatore la minima sicurezza, solo quella della totale impermanenza di ogni fenomeno e manifestazione.
Per questo il cercatore è solo e anche se questo può far male, perchè come esseri umani necessitiamo della compagnia degli altri, egli non può smettere, non può accontentarsi. La ricerca individuale ed il miglioramento, la presa di coscienza e l’universalità della Vita sono processi irreversibili se il fine che li guida non è il dominio sulle genti ma la condivisione con il resto dell’umanità.

Voi cercatori, siate forti, perchè i miseri e gli oscurati cercheranno sempre di tirarvi in basso, al loro livello. Per questo vi insulteranno, vi minacceranno e vi rifiuteranno, essendo più semplice portare qualcuno in basso, al proprio livello piuttosto che cercare di elevarsi. La ricerca, la meditazione e lo studio sono processi faticosi ma fantasticamente appaganti per chi crede che la Vita sia più della misera sopravvivenza e della competizione. Il nostro Dio interiore è già dentro di noi, ma la maggior parte delle persone non sa nemmeno di averlo e si rivolge a qualcuno perchè gli insegni a vivere. Poveri loro, nemmeno sanno quanto si stanno ingannando con le loro stesse mani.
Miseri uomini e donne, ciò che voi chiamate vita è solo una grande illusione da voi stessi creata e finchè non ne prenderete coscienza, riconoscendo che siete esseri universali, vi scaglierete o vi sottometterete sempre con chi sentite essere più in alto di voi.

Il cercatore deve sapere che non esistono per lui strade facili e che ogni caduta è sempre il primo passo verso una nuova elevazione. I miseri vedono la caduta come un fallimento, il cercatore come un’opportunità. Poveri esseri smarriti, nemmeno sapete che la Vita si crea dalla Morte. La natura distrugge per rinnovarsi, come l’araba fenice, il cercatore muore e rinasce continuamente dalle ceneri dei suoi fallimenti. Egli non può fermarsi e non teme la disfatta. Il cercatore viaggia nell’armonia del cosmo perchè egli è Dio, egli è l’intero Universo. E’ me, voi, ogni essere animato, ogni nuvola del cielo ed ogni granello di sabbia del mare.

Voi cercatori, continuate senza timore a cercare la vostra verità, non vi accontentate di facili traguardi ed effimere emozioni. Spade e bastoni non possono ferirvi, perchè anche se il vostro corpo sente male, il vostro spirito è immortale e non sente alcun dolore. Siate umani in ogni gesto e trasmettete l’Universo in ogni sguardo. Vi odieranno e rideranno di voi, vi chiameranno saccenti, filosofi arroganti, ma non abbattetevi. Essi sono solo invidiosi dell’energia universale che trasmettete e non capiscono che per voi non conta il potere ma solo la Vita, quella di tutti.

Dio parla attraverso di voi, voi siete stati scelti, siatene fieri.